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N.30 - Percorso storico naturalistico del Roccolo Bonato

A piedi         Elevato interesse: bird watching Elevato interesse: storia 
  • Partenza: Loc. Chiesa di San Sabino (Torreglia)
  • Arrivo: Loc. Chiesa di San Sabino (Torreglia)
  • Tempo di percorrenza: 1 ora
  • Difficoltà: Facile
  • Lunghezza: 1,1 km (Anello stradale: 3,1)
  • Dislivello: in salita 180 m
  • Comuni interessati: Torreglia
  • Visualizza la mappa
  • PERIODO CONSIGLIATO PER LA VISITA: Tutto l'anno

I tempi di percorrenza sono calcolati per un escursionista allenato, possono variare a seconda della preparazione e dell'interesse specifico per le particolarità del tracciato.

COME RAGGIUNGERE IL SENTIERO
Dal centro di Torreglia seguire la Strada Provinciale n. 43 e lasciare il mezzo motorizzato presso il parcheggio del cimitero vicino alla chiesa di San Sabino. Procedere in via Monte Rua; In prossimità della deviazione per Villa Immacolata, svoltare a sinistra e seguire il percorso principale fino al Roccolo Bonato.
E' possibile raggiungere la località anche dal centro di Torreglia, seguendo le vie che si collegano all'anello rosso nella mappa pubblicata in questo depliant.

Roccolo Bonato
Roccolo Bonato
(foto di PR Colli Euganei)
 

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Il Roccolo Bonato è situato nel comune di Torreglia, presso Valle del Pianzio, ai confini con il comune di Galzignano Terme e rappresenta una testimonianza di un'attività che fino a pochi decenni fa veniva normalmente praticata nei Colli Euganei. In questo sito infatti i "roccolari", le persone addette a tale attività, praticavano la cattura degli uccelli da richiamo per la caccia e l'uccellagione di passo a scopo alimentare. I roccoli venivano normalmente posizionati in luoghi strategici, come i valichi montani, in cui si concentravano i flussi migratori ed erano costituiti da una torretta e da una siepe circolare.

Gli uccelli venivano attirati all'interno dell'area delimitata dalla siepe grazie ai richiami di uccelli tenuti in gabbiette. La siepe nascondeva una rete a maglia larga affiancata da una rete di maglia stretta. Una volta che gli uccelli scendevano all'interno del roccolo venivano spaventati dal "roccolatore" mediante il lancio di una "paura" o "spauracchio", solitamente una specie di paletta di ramoscelli intrecciati. Il lancio di questo attrezzo e la contemporanea emissione di un fischio, che richiamava il grido di un falco, avevano l'effetto di spaventare gli uccelli. Questi, pensando si avvicinasse un uccello rapace, tentavano la fuga con volo basso andando a infilarsi fra gli alberi e quindi nelle reti.

Con i recenti interventi, è stata sistemata l'intera area adiacente il Roccolo Bonato attraverso la creazione e sistemazione di un tratto di sentiero nel bosco, che conduce in prossimità di un calto con la presenza di acqua permanente, e tramite operazioni di ripulitura stessa del bosco di castagno presente, che appariva fortemente degradato a causa degli agenti atmosferici e a seguito della malattia del cancro corticale. Lungo il percorso del Roccolo vi sono alcuni terrazzamenti stretti, fino a poco tempo fa coltivati a vite, che sono stati recuperati preservandoli dall'invasione di Robinia, rovi e altra vegetazione infestante; questi interventi ora consentono ai visitatori, specie bambini e ragazzi, di apprezzare il lavoro dell'uomo in un luogo dove in passato, tramite faticosi interventi manuali di sistemazione agraria dei terreni in pendio, era possibile la coltivazione di aree sottratte all'avanzata del bosco. Oltre a questo, sono state messe a dimora circa 40 piante di olivi di età di circa 2-3 anni al momento dell'impianto (2016), lungo alcune superfici terrazzate più vicine al manufatto del Roccolo e al sentiero principale.

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