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Sentiero Tematico Geologico

Sentiero tematico a tappe sul tracciato del percorso del Monte Cecilia

A piedi         Elevato interesse: geologia 

Il Monte Cecilia è un laccolite. Il magma si è intruso lungo piani di stratificazione (cioè fra uno strato e l'altro) in maniera concordante (senza interrompere la continuità dello strato) sollevando a cupola il tetto delle coperture sedimentarie. La sua forma è piano-convessa e risulta appiattita nel giunto di stratificazione, la superficie che limita inferiormente e superiormente uno strato; spesso quest' ultima è una superficie di erosione o di non deposizione di sedimenti. Le prime che incontriamo nel nostro itinerario sono rocce magmatiche, nel caso del Monte Cecilia troviamo la latite, roccia effusiva contenente principalmente feldspati. I prodotti latitici sono gli ultimi del ciclo eruttivo euganeo, segno che la composizione del magma si fa via via sempre meno acida.

Perché, se stanno sotto la copertura di sedimenti si vedono prima le rocce magmatiche? Perché gli agenti esogeni, cioè tutti quegli agenti che agiscono alterando le rocce, come gli agenti atmosferici, l'acqua, il ghiaccio, ecc. hanno asportato le rocce sedimentarie. Il materiale eroso viene ridepositato come coltre di detriti. L'erosione, con il tempo, modella l'intero paesaggio e abradendo la superficie sedimentaria dalla cupola del laccolite arriva a scoprire le rocce eruttive.

Le Latiti. Fanno parte di quelle rocce povere in silice, ma ricche di minerali di calcio e sodio (plagioclasi) e ferro e magnesio (miche, anfiboli, pirosseni). Sono rocce di origine magmatica effusiva (da un magma che si consolida e cristallizza in superficie) e presentano una struttura porfirica (grossi isolati cristalli in una pasta di fondo vetrosa). La latite che si trova lungo il sentiero mostra esfoliazioni cipollari (la roccia sembra sfaldarsi a strati come le cipolle). Si tratta di una forma prodotta dall'alterazione delle rocce, in tempi molto più recenti rispetto alla loro messa in posto.
Una curiosità: non si tratta di pillow lava. Non si tratta di pillow lava, sebbene ci assomiglino! I motivi sono questi: i pillows presentano materiale vetroso ai bordi, invece assente nei prodotti di desquamazione cipollare. Le fratture nei pillows sono radiali, invece sono concentriche nelle latiti; le cavità vescicolari sono radiali nei pillows e caotiche nelle latiti. Inoltre i pillows sono prodotti dall'eruzione di basalti, cioè rocce basiche effusesi nei fondi oceanici, mentre le latiti sono rocce più acide tipiche del magmatismo continentale o marino di bassa profondità.
Pillow lava o lava a cuscini: prodotto tipico delle eruzioni subacque basaltiche. Sono strutture tondeggianti che si raffreddano creando una crosta vetrosa. Hanno un peduncolo nella parte da cui inizia l'emissione, grazie al quale si stabilisce l'orientazione dei pillow negli affioramenti. Sono tipici, ad esempio, nelle Hawaii.

Rocce nel percorso: Scaglia Rossa. Sono rocce calcaree a grana fine, contenenti livelli di selce. Questo sedimento ha origine marina, di mare aperto, con un contenuto paleontologico a microfossili planctonici. Lo studio dei foraminiferi planctonici consente suddivisioni dettagliate delle unità biostratigrafiche del Cretaceo superiore, permettendo correlazioni esatte fra serie stratigrafiche geograficamente distanti fra loro. La Scaglia Rossa ha età Cretacica superiore e nei Colli meridionali arriva fino all'Eocene inferiore (da 100 a 55 milioni di anni fa, circa).
Scaglia Rossa - membro inferiore. Si presenta ben stratificata e all'inizio del percorso, la stratificazione è decimetrica (ci sono 10-20 cm tra uno strato e l'altro). Il colore è rossiccio a causa della dispersione di ossidi di ferro. Nella foto: la Scaglia Rossa a livelli centimetrici, nella zona occidentale del Monte Cecilia.

Curiosità: la Selce è un materiale rocciosio costituito da silice mal cristallizzata che si forma spesso per accumulo di scheletri o gusci silicei di organismi marini. Hardground Una particolarità della Scaglia Rossa è la presenza degli hardground: sono dei crostoni rosso cupo o giallo ocra, centimetrici, fatti di ossidi e idrossidi di alluminio e ferro. Questi hard-ground sottolineano l'interruzione della sedimentazione, con conseguente "lacuna stratigrafica" (mancanza di deposizione del sedimento), dovuta a variazioni dei caratteri chimici e fisici del fondo marino.

Scaglia Rossa - membro superiore. La stratificazione è molto fitta, laminata, di aspetto appunto "scaglioso". La parte superiore di questa formazione è più marnosa (ha un maggior contenuto argilloso) e ci sono anche singoli interstrati argillosi; qui, è priva di selce. Nelle immagini, aspetti della Scaglia Rossa lungo il percorso. La più scagliettata si può vedere in alcune vallette laterali al sentiero principale.
Per alcuni tratti del percorso è possibile osservare questa formazione di colore giallo-bianco piuttosto che rosso-rosato. La sua possibile colorazione bianchiccia può dipendere dalla mancanza di ossidi, ma pare risulti decolorata secondariamente al contatto con la massa magmatica sottostante, a causa dei processi di alterazione.

Panoramica a Est. Improvviso, staccato, austero; quasi un' entità a sé stante se non fosse per due propaggini che lo tengono legato al complesso collinare. Il Monte Ricco si tende in un ultimo saluto alla Rocca; lei, piccola e distante dall'acrocoro, ultima isola alla deriva della pianura orientale.
Il Monte Ricco (329 m) è formato da riolite alcalina, roccia riolitica ricca in sodio e potassio. In pochi punti è possibile osservare come le soprastanti marne eoceniche, rocce calcareo argillose, grigioverdi, siano tagliate in discordanza dalla riolite. In corrispondenza di alcune faglie, subverticali, si sono iniettati filoni basaltici. Il Monte Ricco ha un aspetto trilobato, grazie ad una propaggine ad ovest (M. Castello) e una a nord (Dosso Solone).
Il Colle della Rocca, presso Monselice, è alto 151 m ed è costituito di quarzo-trachite. Nella cava, la trachite mostra una bella fessurazione colonnare propria del raffreddamento e si vede bene come sollevi e verticalizzi i calcari cretacei. Pare abbia formato una sorta di torre; un obelisco di lava dalla forma non comune, nemmeno per le lave viscose.

Panoramica a nord - est. Il Monte Orbieso (330 m) è un corpo magmatico di riolite, intrusosi sotto la copertura sedimentaria ed origina una dorsale allungata e stretta che si protende in direzione Valsanzibio. Il gruppo Monte Ventolone-Piccolo è una massa riolitica la cui intrusione ha sollevato e inclinato verso l'esterno la Scaglia Rossa, tranne nel lato settentrionale dove pare essersi riversata in forma di colata.

Panoramica a nord. Con 601 metri il Monte Venda è il più alto colle degli Euganei. E' un dosso di ristagno, cioè un accumulo di lava riolitica in vicinanza e sopra la fessura di emissione; siccome viscosa, non si è subito espansa, ma si è raffreddata attorno la zona da cui fuoriusciva. Tutto ciò sopra a rocce basaltiche e marne eoceniche. La fessura principale dovrebbe trovarsi in corrispondenza dell'asse morfologico del dosso montuoso.

Panoramica a ovest. Il Monte Cero (409 m) si alza affi ancato dal Monte Castello e dal paese di Calaone. Esso è un probabile laccolite di eruzione: la trachite ha sollevato e poi lacerato la copertura delle rocce sedimentarie, di cui si conservano frammenti nel lato settentrionale, leggermente metamorfosati per l'alta temperatura a contatto col magma. Anche in questo caso, la trachite del Monte Cero si è parzialmente espansa in brevi colate.

Panoramica a sud. La morfologia del Monte Cecilia (199 m) osservato dalla zona Moschine-Sassonegro, conferma la struttura del laccolite, con il sollevamento a cupola delle coperture sedimentarie. Alla sommità del colle sono presenti le mura perimetrali di un castello medievale distrutto da Ezzelino, durante le guerre contro gli Estensi; leggenda vuole che una delle cause fosse la bella Cecilia che vi dimorava e da cui il nome del colle.

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Esfoliazione latite
Esfoliazione latite
(foto di Elena Manfre)
 
Veduta Cecilia
Veduta Cecilia
(foto di PR Colli Euganei)
 
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