PARTE PROGETTUALE

Laparte progettuale di un piano consiste nel tradurre in direttive le lineed'azione che si vogliono attuare per raggiungere gli obiettivi prefissatipartendo dallo stato attuale desumibile dalla parte conoscitiva. 

Evidentementesi tratta di argomenti prevalentemente tecnici. Di conseguenza, la loro illustrazione sar sintetica,mentre sono maggiormente sviluppati i criteri generali adottati.

Prima di trattare l'argomento pare opportunodescrivere, almeno in generale, le attuali idee a proposito della gestionesostenibile della risorsa forestale.

In prima approssimazione, potremmo definire"sostenibile" una qualsiasi interazione fra soggetti che avvenga entroi limiti di tolleranza di ciascuno di essi.

E' oramai riconosciuto che la gestione forestale simantiene sostenibile per l'uomo fintanto che da essa ne trae un tornaconto.

Lagireesclusivamente in un'ottica naturalistica, prescindendo dalle regoledelleconomia, impedisce un uso remunerativo della risorsa, con la conseguenzache essa viene abbandonata spontaneamente dalluomo. E quanto si osserva inmodo particolarmente rilevante in molte zone montane e pedemontane, dove lamarginalit dellattivit primaria ha comportato un continuo e massiccioabbandono d'ampie aree. Questo fenomeno comporta squilibri territoriali esociali che si traducono in alti costi per la Collettivit. Dalla mancanza dimanutenzione del territorio deriva un aumento dei dissesti idrogeologici, dallaconcentrazione urbana derivano tensioni sociali e impegnativi costiinfrastrutturali, e cos via. La conservazione di un equilibrato uso delterritorio, obiettivo oramai riconosciuto anche dai pi radicali ambientalisti,pu essere raggiunto solo a condizione che vi siano delle gratificazionid'ordine economico che possono derivare o dal mercato o dal contributo dellaCollettivit. Poich questultima via, ampiamente percorsa in passato conrisultati fallimentari, appare oggi difficilmente percorribile, almeno nel breveperiodo, converr riconsiderare il cosiddetto valore eticodelleconomia (DEL FAVERO e altri, 1998).

Da quanto finora detto appare evidente la necessitd'interpretare la gestione sostenibile delle foreste non tanto in un'ottica disola conservazione della natura e di perseguimento di uno stato naturale insenso stretto, ma piuttosto di conservazione del paesaggio inteso comerisultante delle forze della natura e delle azioni umane, come espressionedell'identit culturale e colturale di un territorio, come connotato visibile dell'anima di un Paese (BERNARDI, 1984).

Una gestione pu ritenersi sostenibile anche per laNatura quando essa sia in grado di garantire il funzionamento proprio di ciascunsistema forestale.

7. INDICAZIONI COLTURALI

Scelte gestionali e funzionamento dei sistemi
Si analizzano le "grandi" linee gestionali percorribili valutandone lasostenibilit e la compatibilit con il funzionamento dei sistemi edevidenziando volta per volta le tecniche pi opportune da adottare perattenuare gli impatti.

Interventi per la conservazione e il miglioramento della biodiversit delleformazioni forestali  

Interventi per la conservazione e il miglioramento della naturalit delleformazioni forestali

Interventi per la valorizzazione delle funzioni
Sono descritti gli interventi pi opportuni per valorizzare le diverse funzioniattribuite al bosco senza pregiudicarne il funzionamento.

Interventi per la conservazione e lavalorizzazione dei pregi

Interventi per la prevenzione dagli incendi boschivi e per il recupero deisoprassuoli bruciati
Si valutano gli interventi selvicolturali opportuniper la prevenzione dagli incendi boschivi. Si propongono, poi, alcuni protocollid'intervento per il ripristino della copertura arborea colpita dal fuoco.