QUADRO ETICO

Nella gestione forestale necessario, in primo luogo, non alterare lautorganizzazione che ciascunaformazione forestale tende a darsi in armonia con lambiente in cui si colloca(Ciancio e altri, 2000). Il bosco visto come soggetto di diritti (Ciancio,1994) in cui la gestione si muove secondo la norma aurea dellEticadella Terra di Aldo Leopold (Leopold, 1997; Callicot, 1998; Clauser, 1998): giusto ci che tende a mantenere lintegrit, la stabilit e la bellezzadella comunit biotica, sbagliato ci che ha una tendenza diversa. questo un principio informatore che d concretezza alla conservazione dellabiodiversit e consente di delineare una gestione che, non intaccando ilfunzionamento naturale del sistema o cercando di ripristinarlo qualora esso siastato alterato, mette in atto azioni a nulla o minima incidenza (Deliberadel Ministero dell'Ambiente del 2 dicembre 1996).

La sostenibilit dellagestione forestale sta, infatti, come recitato nei documenti conseguenti agliaccordi internazionali su queste tematiche (Conferenza di Rio, 1992; Processo diStrasburgo-Helsinki-Lisbona, 1990, 1993, 1998), nel governoe nelluso delle foreste e dei terreni boscosi secondo modalit e ritmi chene mantengono la biodiversit, la produttivit, la capacit di rigenerazione,la vitalit e il potenziale, al fine di adempiere, attualmente e in futuro,alle proprie funzioni ecologiche, economiche e sociali, sul piano locale,nazionale, e globale e che non causino alcun danno ad altri ecosistemi.

Movendosi all'interno di questo"quadro etico", ed entrando pi nel dettaglio della pianificazioneforestale del territorio del Parco regionale dei Colli Euganei, appaionofondamentali due problematiche che il progetto boschi ha dovuto affrontare. Laprima, deriva dalla "vetust ideologica", almeno per quanto riguardagli aspetti forestali, del Piano Ambientale, dovuta al lentissimo iterd'approvazione che ha richiesto una decina d'anni. In sintonia con le idee deltempo, il piano ambientale basava le sue prescrizioni e indicazioni,relativamente alla gestione del bosco, sul paradigma: conservazione uguale nonintervento; in pratica ci si tradotto nella classificazione come riservanaturale integrale (RNI) delle aree di pregio, senza valutare se la loroconservazione fosse realmente garantita dall'integrale abbandono. Il secondoprincipio su cui si fondavano le scelte del piano ambientale era che laconservazione dovesse privilegiare la Natura piuttosto che l'uomo; in praticaovunque era consigliata la conversione dei cedui all'altofusto, forma di governototalmente estranea alla cultura locale e alle esigenze della popolazione. E'convinzione oggi ricorrente che la conservazione della natura debba fondarsi suun armonico e sostenibile rapporto fra uomo e natura in cui siano rispettati imeccanismi naturali di funzionamento dei sistemi, ma sia altrettanto assicuratoun tornaconto economico per l'uomo (valore etico dell'economia), unico verostimolo che impedisca l'abbandono della risorsa.

La seconda problematica difondo, che in parte si ricollega alla prima, sta nella necessit di conciliarela cultura rurale del residente "storico" dei Colli con la cultura"urbana" del neo residente o del turista (merita segnalare chenell'area del Parco la popolazione residente di circa 50000 persone, l'areaturistico-termale di Abano e Montegrotto la pi grande d'Europa e che ilParco dista una quindicina di chilometri dalla citt di Padova). Ai primi si puimputare la difficolt di comprendere l'importanza di un "salto di qualitdell'offerta", proprio di un'area protetta, che va dalla cura della qualitdel paesaggio a quella dei prodotti, ai secondi di non compenetrarsi con lastoria e cultura locali, rispettosi della natura, ma di pretendere beni eservigi a minimo o nullo costo.