 | Valeriana officinalis L. Fam. Valerianaceae | Portamento: pianta erbacea perenne, alta da 80 a 150 cm, con fusti cilindrici, cavi, scanalati e glabri. Foglie: opposte (4-6 cm x 1-3 cm), pennatosette con foglioline lanceolate e a margine seghettato. Le foglie apicali sono sessili, mentre quelle basali sono picciolate e riunite in rosetta. Fiori: di piccole dimensioni (3-4 mm), bianchi o rosa riuniti in corimbi portati all'apice del fusto. Presentano un calice ridotto composto da denti che si trasformano poi in lunghe setole piumose. La corolla è quinquefida e tubulosa. La fioritura avviene a partire dal secondo anno, a primavera inoltrata. Frutto: achenio ovoidale (2-3 mm), compresso e striato, provvisto di pappo biancastro. Semi: il "peso di 1000 semi" è 0,6-0,7 g. Apparato radicale: rizoma tozzo, bruno scuro. Presenta tracce delle foglie basali nella parte superiore dove talvolta compaiono anche stoloni orizzontali. In quella inferiore porta numerose radici bianchicce finemente ramificate e striate longitudinalmente. Areale e diffusione: è originaria dell'Europa e dell'Asia occidentale. In Italia si può trovare spontanea dal livello del mare fino ad alta quota (2000 m s.l.m.) nei boschi, nelle siepi, lungo i ruscelli e i fossi. Esigenze ecologiche: predilige terreni fertili, ombreggiati, freschi e sciolti sui quali cresce bene, ma ha aroma poco intenso. Su suoli più asciutti e ad altitudini più elevate ha dimensioni ridotte ed un odore più forte. Tollera poco i lunghi periodi di siccità. Parti usate: rizoma, radice. Proprietà: aromatizzanti, sedative, antispasmodiche, ipnotiche, carminative e profumanti. Forme d'uso: olio essenziale, tintura, estratto, tisana, decotto. Impieghi: fitoterapia: tranquillanti, sonniferi; industria alimentare: aromatizzazione della birra e del tabacco; profumeria. Sostanze contenute: dal rizoma si estrae dallo 0,5 all'1% di olio essenziale composto da: acido isovalerianico, catenina e valerina (alcaloidi) e ancora, alcoli, una resina e un glucoside. I principi attivi direttamente correlati con l'azione sedativa di questa specie sono degli iridoidi detti valepotriati. Qualità del prodotto: la presenza di acido isovalerianico libero indica che l'estratto è vecchio o che è stato ottenuto da rizomi conservati per troppo tempo. Coltivazione Durata: 2 anni. Preparazione del terreno: aratura profonda seguita, nel caso di una semina diretta in campo, da una erpicatura. Propagazione: gamica e agamica. Gamica · Semina: può essere fatta direttamente in campo o in semenzaio (eventualmente in plateaux). Nel primo caso viene eseguita in autunno su file (2-3 kg di seme/mq); nel secondo viene fatta in semenzai che devono essere allestiti attraverso l'impiego di semi ottenuti l'anno precedente (2 g/mq). Quando le piantine sono abbastanza grandi si dirada, ottenendo una densità di circa 500 piante per mq · Trapianto: eseguito su file dopo 15-20 giorni. Agamica · Moltiplicazione vegetativa: si utilizzano frammenti di rizoma o piantine ottenute per divisione dei cespi piante madri di almeno 2 anni. · Trapianto: si esegue a fine estate. Sesti d'impianto: con semina diretta, file distanziate di 50 cm; trapianto: file distanziate 60-80 cm, con densità di 5-7 piante/ha. Concimazione: è esigente soprattutto in fosforo e potassio; apporti elevati di azoto invece, provocano un aumento dello sviluppo della parte aerea a scapito di quella ipogea. Dosi consigliate rispettivamente 0,5 q/ha per azoto, 0,6 q/ha di fosforo e 1 q/ha di potassio, da distribuire al momento dell'impianto. Nella successiva primavera converrà distribuire altri 0,5-0,6 q/ha di azoto. Lotta alle infestanti: sarchiature all'inizio del ciclo colturale. Interventi agronomici secondari: l'accumulo di sostanze nutritive nella radice viene favorito dall'asporto degli apici fiorali (cimatura) da eseguirsi in primavera, all'inizio della fioritura. Irrigazione: intervenire ogni volta che la coltura lo richiede, poiché questa specie vegeta bene nei terreni umidi e tollera poco i lunghi periodi di siccità. Raccolta e resa Raccolta: va eseguita nell'autunno successivo alla stagione d'impianto, quando le radici sono ricche di elementi nutritivi, utilizzando degli scavapatate. Si raccolgono i rizomi delle piante di 2-3 anni di età che devono essere ben lavati in acqua corrente, tagliati longitudinalmente ed essiccati. E' opportuno procedere nel modo più rapido possibile quando si esegue il lavaggio (15-20 minuti), perché si rischia di ridurre il contenuto di principi attivi. Resa: un buon impianto può produrre fino a 10 q/ha di rizomi e radici allo stato fresco. La resa in sostanza secca è del 25% circa. Essiccazione e conservazione Essiccazione: il materiale viene messo a seccare al sole per 10-12 giorni con temperature di circa 25 °C. In stufa mantenersi sempre al di sotto dei 40 °C per evitare di ridurre il contenuto di principi attivi. Conservazione: per piccole quantità, in vasi di vetro o ceramica al riparo dalla luce; diversamente in contenitori di PVC. Avversità Funghi: stelo, fusti e piccioli sono danneggiati rispettivamente da Phoma exigua Desm., Synchytrium aureum Schroet., Ramularia valerianae (Speg.) Sacc.; Erysiphe cichoracearum DC. (oidio) e Uromyces valerianae (Schum.) Fuck. (ruggine), vivono a spese delle foglie. Artropodi: foglie e fusti possono anche essere attaccati dal lepidottero Melitaea didyma Esp. var. Meriodionalis Stgr. Batteri: le radici stoccate in magazzino possono essere attaccate da Penicillum ventruosum Vestl. Tecniche di estrazione Distillazione in corrente di vapore per ottenere olio essenziale. Storia e tradizioni Popolarmente: "L'erba valeriana d'ogni mal risana". Nell'idioma cimbro è nominata "gras un burman" cioè, letteralmente, "erba dei vermi". Le radici, con il loro forte odore di orina di gatto, esercitano una certa influenza sugli stessi. Usi - Decotto per contusioni, dolori reumatici e foruncoli: versare 10 g di radici in 100 ml di acqua, portare ad ebollizione lentamente. Per 10-20 minuti macerare agitando periodicamente. Applicare sulle zone interessate delle compresse imbevute di decotto ancora caldo.
- Infuso contro i dolori mestruali, le emicranie, le insonnie ed in genere le patologie nervose: tritare 15-20 g di radici in un litro d'acqua. Berne fino a 5 tazze al giorno dolcificando eventualmente con del miele.
- Infuso per problemi di asma: 25 g di radici tritate in 500 ml di acqua bollente per 5 minuti. Berne 2 bicchieri al giorno, eventualmente dolcificando con del miele.
Controindicazioni: è controindicata per i soggetti che soffrono di bassa pressione arteriosa. Inoltre, l'uso eccessivo può causare tossicomania. Si consiglia di sospenderne l'assunzione ogni 6-7 giorni e riprendere eventualmente dopo due settimane |