 | Ribes grossularia L. Fam. Saxifragaceae | Portamento: pianta cespugliosa, per lo più a portamento espanso, alta generalmente 60-150 cm. Rami: presentano, all'ascella delle foglie, spine bipartite o tripartite. Su di essi si inseriscono delle formazioni più corte dette dardi. Foglie: picciolate, palmate e composte da 3-5 lobi ottusi. Fiori: bianchi, solitari o in gruppi di 2-4, portati all'ascella delle foglie. La fioritura avviene nei mesi di maggio e giugno. Frutto: bacca globosa od ovoidale di dimensioni paragonabili a quelle di un chicco d'uva. Può avere superficie liscia o tomentosa, con colorazioni che vanno dal rosso scuro al verde-giallastro e reca all'apice il resto secco del calice fiorale. Allo stato spontaneo la maturazione dei frutti avviene in luglio-agosto. Semi: numerosi e fragili all'interno delle bacche. Apparato radicale: superficiale, radici molto sottili, facilmente danneggiate da una coltivazione continua. Parti usate: frutti e foglie. Areale: diffusa nelle zone fredde e temperate dell'emisfero boreale. In Italia è presente su Alpi ed Appennini in stazioni fresche, umide ed ombrose. Esigenze ecologiche: si trova fino a 1100 m s.l.m. ed è assente nelle regioni tipicamente mediterranee. Predilige terreni leggeri, freddi, silicei, a reazione acida, ricchi di potassio e poveri di cloro; non tollera suoli pesanti, argillosi e soggetti a frequenti ristagni idrici. Vegeta bene in climi con inverni freddi, anche se è sensibile alle gelate tardive, considerata la precocità di germogliamento. Periodi primaverili ed estivi siccitosi possono causare delle defoliazioni e compromettere la produzione. Proprietà: i frutti hanno proprietà digestive, astringenti, diuretiche e lassative. Possono essere utilizzati per stimolare l'attività del fegato ed in presenza di infiammazioni delle vie urinarie. Il succo di uva spina diluito in acqua, rappresenta una bevanda salutare in caso di febbre e di diarrea. Le foglie, prese in infuso (4-5 tazze al giorno) sono utili in caso di calcoli biliari e renali, di gotta, di affezioni reumatiche ed abbassano la pressione sanguigna. Impieghi: frutti per lo più destinati al consumo fresco o all'industria di trasformazione per la produzione di marmellate, succhi e confetture. Sostanze contenute: vitamina C e quelle dei gruppi A e B, acidi organici e zuccheri. Coltivazione Durata: 15-20 anni (anche 30). Preparazione del terreno: ripuntatura profonda (50-60 cm) in autunno seguita da un'aratura (30-40 cm) che viene effettuata subito dopo per gli impianti in pianura o nella successiva primavera nelle zone collinari e montane. In seguito, si interviene con lavorazioni complementari per sminuzzare le zolle e per interrare una buona quantità di letame (400-500 q/ha). Il materiale viene messo a dimora in solchetti profondi 15-20 cm. Allestimento dell'impianto: può essere realizzato con successo a partire da barbatelle o da materiale ottenuto per margotta di ceppaia e per propaggine. In quest'ultimo caso il materiale si ottiene dalla ceppaia con una rincalzatura eseguita a fine giugno. Quando si impiegano le barbatelle, i 2-3 getti principali devono essere accorciati a 3-4 gemme e le radichette morte o lesionate devono essere asportate. In seguito, dopo l'inzaffardatura dell'apparato radicale, le piantine possono essere messe a dimora. Poichè la specie esce precocemente dalla fase di riposo vegetativo, è opportuno che tutto il materiale sia trapiantato o in autunno o a fine inverno. Sesti d'impianto e forme di allevamento: negli impianti si adottano con maggior frequenza le forme di allevamento a cespuglio. Le branche principali e laterali vengono formate con delle potature eseguite rispettivamente il primo e il secondo anno, a fine inverno: si eliminano tutti i rami a livello del terreno preservandone solo 3-4 accorciandoli a 15 cm. La struttura dell'arbusto viene rinnovata ogni 3-4 anni limitando, in ogni direzione, lo sviluppo della pianta a 1,5 m. Il cespuglio è di norma allevato su un piede di 15-20 cm o su una ceppaia che viene ogni anno rinnovata dall'emissione di nuovi germogli. Nel primo caso, i frutti rimangono puliti perchè le branche si mantengono lontane dal suolo. Tuttavia, le piante allevate a ceppaia sono più longeve e hanno rese maggiori (anche se i frutti sono più piccoli). Conviene adottare sesti d'impianto di 1,5-2 x 2-2,5 m; i cespugli non devono essere troppo vicini per evitare che i rami di individui diversi si incrocino. Potatura: · Cespugli allevati su piede: (quando si appoggiano su un corto "piede" permanente); a partire dall'inverno del terzo anno si spuntano le branche principali di circa un quarto della lunghezza con cui si sono sviluppate nel corso della stagione vegetativa. Quelle secondarie vengono recise con intensità che variano col tipo di risultato che si vuole ottenere. E' opportuno eliminare tutti i rami in esubero, quelli che ricadono verso il basso o verso il centro del cespuglio. Se si vogliono ottenere piante particolarmente ordinate, è possibile intervenire anche nella stagione estiva riducendoli a 10-15 cm, per poi accorciarli ulteriormente nel corso dell'inverno. · Cespugli allevati a ceppaia: durante l'inverno del primo anno si tagliano tutti i getti dell'ultima stagione vegetativa preservando i 5-6 più vigorosi. La stessa cosa viene ripetuta per altri 2 anni, in modo tale da avere, nell'inverno del quarto anno, dei polloni di 1, 2 e 3 anni di età. In questa fase, si procede all'eliminazione di tutti i rami di 4 anni e di quelli nuovi ad eccezione di 5 o 6. Concimazione: è sufficiente una buona concimazione di fondo. Cure colturali: gli interventi devono essere poco profondi, al massimo 10 cm, perchè questa specie ha apparato radicale superficiale. Irrigazione: è opportuno intervenire, ogni volta che la coltura lo richiede. Raccolta e resa Raccolta: può essere condotta, purchè i frutti siano maturi, in una sola volta a partire dal mese di luglio fino a settembre. Negli impianti di piccola estensione si interviene manualmente evitando di manipolare eccessivamente il prodotto perché facilmente deteriorabile. Entra in piena produzione dopo 4-5 anni. Conservazione: vengono raccolti in cestini e conservati in luoghi freschi ed areati per 2-3 giorni. Se posti in frigorifero avvolti in film plastici, possono essere conservati per oltre 1 mese. Resa: la produttività media di un impianto è di 100-150 q/ha. Avversità Funghi: foglie e germogli possono essere danneggiati dall'antracnosi del ribes (Pseudopeziza ribis Kleb.), dall'oidio americano (Sphaerotheca mors-uvae (Schwein) Berk.) e dalla ruggine vescicolosa (Cronartium ribicola Fisch.). Artropodi: i germogli vengono attaccati inoltre dalla Sesia del ribes Synanthedon tipuliformis Clerk. (lepidotteri), mentre le foglie dal ragnetto rosso Tetranychus urticae Koch. (acari). |