 | Rubus fruticosus L. Fam. Rosaceae | Portamento: arbusto cespuglioso con radice pollonifera e ceppo perenne. Tralci: biennali, prima eretti poi striscianti, si sviluppano ogni anno a partire dal ceppo e possono raggiungere i 3-4 m di lunghezza. Quelli che toccano terra, emettono radici e danno origine, alla fine dell'estate, a nuove piantine. Nelle varietà spontanee sono ricoperti di spine. Foglie: composte da 3 foglioline nei tralci fruttiferi (biennali) e da 5 in quelli che si sviluppano in primavera. Hanno margine seghettato con la pagina inferiore pubescente e di colore verde, più chiaro rispetto a quella superiore. Fiori: generalmente rosati, sono portati in racemi sui tralci di due anni. Presentano cinque petali ed hanno fioritura scalare, a partire dal mese di maggio, fino a giugno-luglio. Frutto: costituito da un aggregato di piccole drupe, per lo più nere, unite a formare quella che viene definita "mora". Può assumere forme diverse a seconda delle varietà. Come la fioritura, anche la maturazione dei frutti presenta un andamento scalare ed avviene a partire dal mese di luglio fino al tardo autunno in relazione alle caratteristiche stazionali ed alla varietà. Semi: contenuti all'interno di ciascuna drupa. Apparato radicale: legnoso, perenne, superficiale, si estende nel raggio di 2-3 m dal ceppo. Alcune radici si insinuano più profondamente nel terreno e garantiscono la sopravvivenza della specie in luoghi particolarmente poveri d'acqua. Parti usate: frutti, foglie e germogli. Areale e diffusione: è diffusa in tutto il mondo, specie nell'emisfero settentrionale. Può essere coltivata con successo anche nella nostra penisola. Esigenze ecologiche: estremamente rustica, è molto adattabile alle diverse situazioni edafiche e climatiche. Si sviluppa meglio in terreni ben esposti, freschi, permeabili, profondi, fertili ma non troppo ricchi di sostanza organica, con pH tra 6-7,5 e caratterizzati da poche precipitazioni durante il periodo della raccolta. Al contrario vegeta male su suoli troppo compatti o umidi o con pH superiore a 7,5. Resiste bene alle gelate tardive. Proprietà: frutti: lassative, diuretiche, aromatizzanti, coloranti, astringenti ed emollienti; foglie: astringenti, antidiarroiche e temperanti. Impieghi: il frutto viene destinato in minima parte al consumo fresco, mentre è notevolmente impiegato, dopo essere stato surgelato, nella preparazione di marmellate, yogurt, gelati, sciroppi e come aromatizzante in miscele di thè. Le foglie, possono essere utilizzate in decotti per problemi di emorroidi, ragadi anali e come collutorio nelle infiammazioni delle mucose del cavo orale. L'estratto dei giovani germogli risulta utile nell'osteoporosi, nell'ipertensione arteriosa e in caso di fibroma uterino. I giovani germogli possono anche essere lessati, una volta allontanate le spine, e conditi con olio e sale. Sostanze contenute: acidi organici, tannini e vitamina C. Coltivazione Durata: fino a 15-20 anni. Preparazione del terreno: aratura estiva abbastanza profonda (40-50 cm) con interramento di una notevole quantità di letame (500-600 q/ha). Si effettua poi un'erpicatura seguita dalla preparazione di solchi (profondi 15-20 cm) per la messa a dimora del materiale. Allestimento dell'impianto: l'impianto può essere realizzato all'inizio della primavera (febbraio-marzo) o in autunno (novembre) per talea e per propaggine, utilizzando materiale ben lignificato e dotato di un discreto apparato radicale. Sesti d'impianto e forme di allevamento: la maggior parte degli impianti produttivi specializzati per questo tipo di produzione, sono realizzati a controspalliera. I tralci vengono ancorati a dei fili di ferro zincato (o di plastica speciale), a loro volta sorretti da pali di castagno scortecciati posti a 4-5 m l'uno dall'altro. Questi devono essere alti almeno 200 cm fuori terra. Il numero dei fili che insistono sui tutori è in genere pari a 2-3 e varia col grado di sviluppo atteso della pianta (a 1; 1,5; 1,8 m da terra). Le piantine, una volta messe a dimora, devono essere potate lasciando fuori terra solo 10-15 cm di fusto. In seguito, tra tutti i germogli prodotti, si scelgono 4-5 tralci vigorosi che vengono ancorati al primo filo e disposti a ventaglio o a mazzi. Dopo la raccolta si eliminano i deboli e quelli che hanno fruttificato, si allevano altri 5 polloni e si accorciano a 4-5 gemme tutti gli anticipati. Polloni di un anno e tralci di due, possono essere separati in diversi modi per facilitare raccolta e la potatura: · Ancoraggio al suolo della vegetazione dell'anno che deve essere poi liberata e fissata ai fili metallici per portare a termine la fruttificazione. · Tralci e polloni vengono legati e costretti a svilupparsi sugli stessi fili, ma in direzioni opposte. · I giovani getti vengono riuniti e legati verticalmente sui fili e sostituiranno, una volta disposti a ventaglio, la vecchia vegetazione. Potatura: gli interventi mirano soprattutto all'eliminazione dei tralci che hanno già fruttificato, dei rami anticipati e dei polloni in esubero; in quest'ultimo caso, si può effettuare una potatura verde a giugno e fine luglio migliorando l'insolazione dei frutti. Concimazione: distribuire, in autunno, 65-70 unità/ha di potassio e 50 di fosforo; l'azoto deve essere somministrato in copertura (50 unità/ha). Cure colturali: fresature o sfalci per ridurre l'azione competitiva delle infestanti. Irrigazione: la specie necessita di interventi irrigui in prossimità della raccolta e quando l'impianto è stato allestito su terreni particolarmente poveri d'acqua. All'irrigazione a pioggia è da preferire quella per scorrimento superficiale o localizzata a goccia; sono entrambe da praticare nelle ore notturne. Raccolta e resa Raccolta: deve essere effettuata manualmente a partire dal mese di luglio, quando i frutti sono ben maturi, in questo modo viene garantita la corretta conservazione della colorazione in caso di congelamento del prodotto. Poiché la maturazione è scalare, la raccolta deve avvenire ogni 2-4 giorni. Si entra in campo nelle ore più fresche della giornata quando i frutti sono asciutti e mai in giorni piovosi. I ricettacoli rimangono all'interno, anche al momento della raccolta. Conservazione: appena raccolti vengono adagiati su dei plateuax e mantenuti in locali freschi e all'ombra per 2-3 giorni; in frigorifero (2-3 °C) possono conservarsi anche per 15 giorni. Resa: la produzione del secondo anno si aggira sui 2-4 kg/ceppo mentre la massima produttività viene raggiunta a partire dal quarto anno: 8-10 kg/ceppo corrispondenti a 150-200 q/ha. Avversità Funghi:. varie specie di Verticillium e la muffa grigia Botritis cinerea Pers. attaccano le porzioni aeree della pianta; molti dei parassiti che attaccano il lampone danneggiano anche il rovo. Artropodi: le foglie sono attaccate dalle larve del lepidottero Notocelia uddmanniana L.; i rami vengono colonizzati dalle cocciniglie Orthezia urticale L. e Coccura comari Kunow (omotteri); mentre l'emittero Trioza trisignata Loew. causa l'imbrunimento dei tessuti. Si segnalano anche danni provocati dall'acaro Acalitus essigi Hassan che porta al disseccamento dei frutti. |