 | Ribes rubrum L. Fam. Saxifragaceae | Portamento: arbusto perenne, a portamento eretto o espanso, alta fino a 200 cm. Rami: eretti ed inermi possono raggiungere lunghezze di 200 cm. Foglie: semplici, palmate e suddivise in 3-5 lobi ottusi e dentati. La pagina superiore è glabra, mentre quella inferiore è pubescente. Sono dotate di un picciolo ben sviluppato e privo di stipole. Fiori: portati in grappoli ascellari e penduli. Presentano corolla a 5 petali di color verde-giallastro. La fioritura avviene ad aprile-maggio. Frutto: bacca rotondeggiante, rossa, lucida, succosa, pressoché trasparente e ricca di semi. Sono riunite in grappoli lunghi anche 15 cm. La maturazione si ha a partire dal mese di giugno fino ad agosto. Semi: sono ovali ed appiattiti. Apparato radicale: superficiale, si rinviene nei primi 15 cm di terreno; è fascicolato nelle piante ottenute per via vegetativa. Parti usate: frutti e foglie. Areale e diffusione: diffusa nelle zone fredde e temperate dell'emisfero boreale, è molto coltivata nei paesi dell'Europa centrale. Nella nostra penisola è più comune nelle regioni centro-settentrionali. Esigenze ecologiche: specie rustica e vigorosa, predilige suoli a reazione neutra o subacida, umosi, soffici, ben drenati, profondi, freschi e mediamente argillosi. Predilige stazioni caratterizzate da una insolazione media. Resiste alle basse temperature, ma è piuttosto sensibile alle gelate tardive ed ai venti freschi. Proprietà: i frutti hanno proprietà lassative, diuretiche, disinfiammanti delle vie urinarie, alleviano le irritazioni cutanee di varia origine ed hanno azione decongestionante del fegato. Nell'organismo umano queste sostanze, sono trasformate in composti alcalini che si oppongono all'acidificazione del sangue, condizione che indebolisce notevolmente lo scheletro. Sono utili nella dieta di gottosi, artritici e per chi soffre di dolori reumatici. Le foglie hanno azione diuretica. Impieghi: la produzione è rivolta in minima parte al consumo fresco. I frutti vengono surgelati per essere utilizzati nell'industria liquoristica, alimentare, cosmetica e farmaceutica e per la preparazione di succhi, confetture, bevande dissetanti e digestive. Le foglie, prese in infuso, sono impiegate nel trattamento di malattie reumatiche, in caso di gotta, diarrea e pertosse. Sostanze contenute: acidi organici, vitamina C ed elementi minerali. Coltivazione Durata: 12-15 anni, ma l'impianto può essere anche più longevo. Preparazione del terreno: ripuntatura profonda 50-60 cm a partire dall'autunno, seguita, nella primavera successiva, da aratura superficiale (30 cm) con contemporaneo interrameno di letame (500 q/ha). Per ridurne la zollosità è necessario intervenire con lavorazioni complementari (fresatura, erpicatura). Prima di procedere con la messa a dimora del materiale, vanno predisposti dei solchi profondi 15-20 cm rispettando le distanze ed i sesti d'impianto che si intende adottare. Allestimento dell'impianto: la forma di propagazione più utilizzata per questa specie è quella agamica attraverso l'impiego di talee legnose di 12-15 cm tagliate prima della stagione invernale. Vengono poste in aiuole larghe 1 m in autunno, distanziandole di 15 cm; se conservate per tutto l'inverno in substrato sabbioso, sono messe a dimora nella primavera successiva (aprile-maggio). Si può ricorrere anche all'utilizzo di barbatelle e di materiale ottenuto per propaggine. Prima di mettere a dimora piantine e barbatelle si devono asportare i rami meno vigorosi e potare le 2-3 cacciate principali lasciando 3-4 gemme. L'apparato radicale deve essere mondato delle radici morte o lesionate e sottoposto ad inzaffardatura. Sesti d'impianto e forme di allevamento: le distanze tra le file variano in relazione al grado di meccanizzazione dell'impianto. Se la raccolta avviene manualmente, si adottano sesti d'impianto di 2,5-3 x 1-1,5 m a seconda della vigoria e dello sviluppo delle piante. Al contrario, per agevolare il passaggio dei mezzi meccanici, le distanze tra le file aumentano fino ad arrivare a 3,2-3,5 m e diminuiscono le interfila, 0,6-0,8 m. Le forme di allevamento più impiegate sono quelle a cespuglio, a "V" e a palmetta. · Cespuglio: le branche principali e secondarie vengono formate con delle potature eseguite rispettivamente il primo e il secondo anno a fine inverno: si eliminano tutti i rami a livello del terreno preservandone solo 2-3. La struttura dell'arbusto viene rinnovata ogni 3-4 anni limitando lo sviluppo della pianta a 1,5 m in ogni direzione. · Allevamento a "V": prevede la realizzazione di una struttura caratterizzata dalla presenza di coppie di pali inseriti nel terreno e formanti un angolo di 30°. I rami fruttiferi sono ancorati a 2 fili paralleli (il più basso posto a 0,6-0,8 m dal suolo e distanti tra loro 40 cm) i quali, a loro volta, sono fissati ai tutori. Questa tecnica garantisce un buon sviluppo della vegetazione con ventilazione ed illuminazione ottime. · Allevamento a palmetta: molto simile al precedente, in questo caso i fili che sostengono le branche sono legati a dei pali inseriti obliquamente nel terreno. Potatura: eseguita con diversa intensità a seconda del vigore delle piante. Poichè questa specie fruttifica sia sui rami misti che sulle formazioni più corte (dardi), la potatura mira a conservare un certo numero di branche che devono essere sostituite ogni 3-4 anni per rinnovare la vegetazione. Vanno inoltre eliminati tutti i rami che ricadono verso il centro del cespuglio e quelli troppo esili. Concimazione: distribuzioni annue di azoto, fosforo e potassio e, ogni 3 anni, di letame maturo. Cure colturali: sfalci periodici con interfilare inerbito; con suolo nudo le operazioni volte all'eliminazione delle infestanti e alla lavorazione del suolo devono interessarne solo lo strato superficiale (massimo 10 cm) per non danneggiare gli apparati radicali. Irrigazione: devono essere previsti interventi irrigui ogni qualvolta la coltura lo richiede, specie nel periodo primaverile-estivo. Raccolta e resa Raccolta: viene eseguita manualmente (o meccanicamente negli impianti di maggior estensione) ed in una sola passata, purchè si attenda la completa maturazione dei frutti che devono essere manipolati con prudenza. Conservazione: in luoghi freschi ed areati per 2-3 giorni; se posti in frigorifero a 2-3° C possono mantenersi per oltre 30-40 giorni. Resa: l'impianto entra in piena produzione a partire dal 4°- 5° anno. Le produzioni sono piuttosto variabili e condizionate dal tipo di terreno e dalla varietà impiegata, in media si ottengono 100-150 q/ha di frutti. Avversità Funghi: l'antracnosi del ribes (Pseudopeziza ribis Kleb.) e la ruggine vescicolosa (Cronartium ribicola Fisch.) danneggiano le foglie; l'oidio americano (Sphaerotheca mors-uvae (Schwein.) Berk. et Curtis) colpisce i giovani germogli; la muffa grigia (Botrytis cinerea Pers.) causa il prematuro distaccamento dei frutti. Artropodi: le foglie ed i rametti vengono attaccate dalla Sesia del ribes minatrice dei germogli Synanthedon tipuliformis Clerk. (lepidotteri), da un afide giallo Criptomyzus ribis L. (omotteri) e dal ragnetto rosso Tetranychus urticae Koch. (acari) che causano deformazioni e disseccamenti dell'apparato fogliare. |