 | Malva silvestris L. Fam. Malvaceae | Portamento: pianta erbacea biennale o perenne, alta 30-100 cm, con fusti eretti, prostrati, angolari, ramificati e leggermente pubescenti. Foglie: spiralate (in media 5-10 mm x 7-12 mm, fino a 15 mm x 24 mm), lungamente picciolate con due piccole stipole triangolari e sessili alla base dei piccioli. Lamina fogliare pubescente, con contorno più o meno circolare ripartita in tre-cinque lobi triangolari a margine crenato. Nervature palmate e tormentose. Fiori: grandi (40-50 mm), di colore rosa-violaceo, peduncolati e riuniti in gruppi di 2-3 all'ascella delle foglie superiori. Il calice è composto da cinque sepali triangolari. La corolla ha cinque petali rosa con striature violacee, stretti alla base ed espansi nella parte distale. Fiorisce in modo scalare in tutto il periodo estivo. Frutto: a disco e contenuto nel calice persistente. Semi: il "peso di 1000 semi" è 2,0-2,2 g. Apparato radicale: la radice è fittonante, carnosa e ramificata. Areale e diffusione: è spontanea in tutta Europa e piuttosto comune in Italia. Esigenze ecologiche: si trova dalla zona mediterranea a quella submontana fino ai 1200 m s.l.m., cresce spontanea nei luoghi erbosi, nei cortili, negli incolti, in prossimità dei ruderi. Non presenta esigenze particolari, essendo una specie relativamente ubiquitaria. E' molto resistente alle intemperie anche se predilige i climi miti. Sopporta difficilmente i terreni o troppo aridi o troppo umidi, mentre sembra vegeti bene su suoli leggeri, ben esposti, fertili, profondi e ricchi di sostanza organica. Parti usate: foglie e fiori (meno frequentemente le radici). Proprietà: bechico-pettorali, emollienti, lassative e calmanti. Forme d'uso: infusi, decotti, tisane, estratti fluidi, tinture madri, foglie fresche. Impieghi: fitofarmacia, fitocosmesi e raramente come alimento. Sostanze contenute: olio essenziale, mucillagini, zuccheri, tannini e antociani oltre a varie vitamine (A, B1, B2, C) e pectine. Coltivazione Durata: 1 o 2 anni. Preparazione del terreno: aratura seguita da erpicatura che deve essere molto accurata nel caso in cui si intenda procedere con la semina diretta. Propagazione: gamica. · Semina: quella diretta viene eseguita in aprile a file, utilizzando circa 4-6 kg di seme per ettaro. In semenzaio, si esegue in cassoni (o in tunnel o serre) in febbraio-marzo; da 1-2 g di seme generalmente si ottengono 250-300 piantine utili. · Trapianto: si effettua meccanicamente con trapiantatrice in maggio-giugno, impiegando materiale prodotto in semenzaio. Sesti d'impianto: file distanziate di 50-60 cm. La densità della coltura deve aggirarsi sulle 10 piante/mq; qualora si voglia aumentare la produzione dei fiori, si riduce la densità del 20-25%. Alcune cultivar di taglia più ridotta possono essere trapiantate ad una densità doppia. Concimazione: specie poco esigente, si ritiene, anche se tali dati non sono sempre confortati da risultati sperimentali, che alla coltura siano sufficienti 0,7-0,8 q/ha di azoto ed altrettanti di fosforo e potassio, da distribuire alla semina o al trapianto, seguiti, nella primavera del secondo anno, da un ulteriore apporto di azoto (0,5-0,6 q/ha). Lotta alle infestanti: sono sufficienti piccoli interventi di zappettatura in quanto è una pianta a rapido accrescimento. Durante l'inverno si può procedere con una pacciamatura utilizzando letame ricco di paglia o, in generale, residui organici. Interventi agronomici secondari: asportare le foglie colpite da ruggine o comunque quelle ingiallite. Irrigazione: per ottenere migliori risultati intervenire dopo la semina e soprattutto dopo il trapianto, con frequenti irrigazioni per facilitare l'affrancamento delle piantine. Durante la stagione estiva, specie quando il periodo decorre particolarmente asciutto, sono da prevedere interventi irrigui di soccorso che, tuttavia, non devono risultare eccessivi perchè una elevata umidità del terreno può rendere la coltura più suscettibile all'attacco della ruggine. Raccolta e resa Raccolta: quando interessa la produzione di foglie, può essere eseguita già a partire dal primo anno di impianto, da luglio ad ottobre nel periodo di massimo rigoglio vegetativo. Quella dei fiori e dei boccioli (che compaiono da giugno a settembre del secondo anno) è scalare e deve avvenire ogni due o tre giorni, prima della completa schiusura, procedendo con una prima raccolta a maggio-luglio ed eventualmente con una seconda dopo 40 giorni circa. Resa: quella in fiori freschi si aggira sui 5-8 q/ha, pari a 1-2 q/ha di peso secco. L'olio essenziale sulle foglie fresche supera raramente lo 0,2%, mentre la resa in mucillagine estratta dalle parti fiorite raggiunge anche il 15%. Essiccazione e conservazione Essiccazione: si deve procedere preventivamente alla defoliazione dei fusti, foglie e fiori possono essere essiccati per via artificiale ricorrendo a correnti d'aria calda (temperatura massima 35 °C) o più semplicemente, riponendoli all'ombra su dei graticci in strati molto sottili. Conservazione: per piccole quantità, in vasi di vetro o ceramica; diversamente in contenitori di PVC. Avversità Funghi: le foglie sono danneggiate dalla ruggine causata da Puccinia malvacearum Mont. che rappresenta la fitopatia di maggior rilievo unitamente all'antracnosi provocata da Colletotrichum malvarum (A. Br. et Casp.) Sauthw.; Phyllosticta destructiva Desm. e Ascochyta malvicola Sacc. attaccano l'apparato fogliare. Artropodi: fiori e foglie vengono danneggiati dagli omotteri Aphis rhamni B. d. F., Myzus persicae Sulz., Eupteryx atropunctata (Goeze) e da individui adulti dei coleotteri Apion aeneum, Apion radiolum Kir., Podagrica fuscicornis L. e Linux algirus L., le cui larve attaccano, invece, fusti e radici. Le foglie sono parassitizzate anche dalle larve del lepidottero Platyedra malvella Hb. Tecniche di estrazione Distillazione in corrente di vapore per ottenere l'olio essenziale; macerazione (o percolazione) per ottenere tinture madri. Storia e tradizione Scotti: "Marziale che in qualità di poeta faceva dei magri pranzi a casa sua, e se ne riscattava con una buona scorpacciata quando poteva sdraiarsi sul triclinio di un amico o di un mecenate, il dì appresso si faceva servire dalla donna di casa una zuppa di malva... Come verdura da tavola è appena degna dei Trappisti; in decotto o cataplasma non è buona ad altro che a dar clisteri e macerar buganze e quando si vuol battezzare qualcuno da insignificante, da inetto, da buono a nulla lo si chiama proverbialmenre unguento malvino". Le foglie bollite e mangiate all'agro di limone sono consigliate contro la stitichezza (Corcos). I vecchi montanari dell'altopiano di Asiago la chiamavano "pappala" o "malbe" e la adoperavano per impedire l'irrancidimento del latte. Usi I fiori vengono generalmente impiegati per la preparazione di tisane contro le malattie da raffreddamento, i catarri e le infiammazioni della regione orofaringea o anche come blando astringente nelle gastroenteriti. Nella medicina popolare viene utilizzata per disturbi vescicali nonché esternamente per impacchi vulnerari e bagni emollienti. In Italia è molto usata nelle infiammazioni del cavo orale, soprattutto di origine dentaria. Le foglie vengono impiegate, in virtù del loro contenuto in mucillagini, nelle malattie da raffreddamento, faringiti e nelle flogosi gastrointestinali. - In cucina: le foglie giovani di malva vengono bollite e mangiate come gli spinaci; inoltre possono venir consumate anche crude in insalate miste e con le uova in tegame.
- Infuso per bronchiti, tosse e, con miele, per la stitichezza: gettare in un litro d'acqua bollente tre manciate di parti aeree tagliate a pezzetti; poi coprire e colare dopo 10 minuti. Berne una tazza più volte nel corso delle 24 ore.
- Infuso da usare come collutorio per bocca, gengive e per lingua dolorante: macerare un cucchiaio di foglie e fiori essiccati per 45 minuti in 500 ml di acqua tiepida. Filtrare.
- Tisana emolliente: 5 g di succo di malva, il succo di un limone, un albume d'uovo e zucchero il tutto in una tazza d'acqua bollente.
- Per aumentare il potere emolliente della malva nelle affezioni delle vie respiratorie, si può preparare un infuso di 10 g di fiori e foglie in 100 g di latte. Si prende la sera
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