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LAVANDA

 
Lavandula officinalis C. e var.
Fam. Labiatae

Portamento: pianta perenne suffruticosa alta da 40 a 100 cm con fusti legnosi, quadrangolari, ascendenti e molto numerosi fin dalla base. I fusti giovani sono erbacei e pubescenti.
Foglie: sessili, lanceolate, opposte e di consistenza coriacea (30-40 x 3-4 mm). Presentano margine revoluto e, come i giovani fusti, sono ricoperte da un leggero tomento biancastro.
Fiori: piccoli (9-12 mm), di colore azzurro-violetto più o meno intenso. Sono raccolti in verticilli che formano dei lunghi spicastri (4-6 cm) portati alla fine di sottili peduncoli. Il calice è tubuloso e tormentoso; la corolla è bilabiata, con labbro superiore bilobato e quello inferiore trilobato. Ciascun verticillo è accompagnato da due brattee romboidali, membranose, bruno-rossastre. Fiorisce da giugno a settembre.
Frutto: tetrachenio costituito da 4 cocchi ovoidi, neri e lisci contenuti nel calice persistente.
Semi: il "peso di 1000 semi" è 1,0-1,2 g.
Apparato radicale: la radice principale è legnosa, contorta e fibrosa, quelle secondarie hanno struttura fascicolata e si sviluppano negli strati superficiali del terreno.
Areale e diffusione: è originaria e spontanea nell'area mediterranea (Spagna, Francia, Italia e territori dell'ex-Jugoslavia). E' rinvenibile in molte zone collinari della nostra penisola, specialmente in Piemonte e Liguria.
Esigenze ecologiche: preferisce suoli ghiaiosi o rocciosi, soleggiati, calcarei e ben drenati; non tollera i substrati acidi o argilloso compatti. Predilige i terreni esposti a sud poiché teme i freddi e l'umidità. Per tale motivo non deve essere coltivata nei fondovalle.
Parti usate: fiori.
Proprietà: profumanti, aromatizzanti, digestive, coleretiche, carminative, balsamiche, antispasmodiche, diuretiche, analgesiche, antisettiche, vulnerarie.
Forme d'uso: olio essenziale, acqua distillata, infuso.
Impieghi: profumeria, fitoterapia, medicina popolare.
Sostanze contenute: l'olio essenziale è contenuto nei peli ghiandolari all'interno del calice del fiore. Il componente più rappresentato è costituito dal linalilacetato (40-50%), seguito da linalolo, cineolo, borneolo e canfora.
Qualità del prodotto: un buon olio essenziale deve possedere un alto contenuto in linalilacetato e una bassa percentuale in canfora (possibilmente inferiore al 10-12%). La composizione dell'essenza è influenzata da diversi fattori ambientali e colturali, la quantità decresce al crescere dell'altitudine, ma al tempo stesso, la qualità aumenta in seguito ad una diminuzione della percentuale di canfora e dell'incremento di acetato di linalile. Venti caldi e persistenti o piogge durante il periodo della fioritura riducono anch'essi la resa in olio della coltura. Tra gli interventi agronomici, la concimazione fosfatica e azotata riducono la presenza di canfora, mentre l'eccessivo apporto di potassio ne provoca l'aumento.
Coltivazione
Durata: fino a 6 anni.
Preparazione del terreno: aratura profonda seguita da un'erpicatura.
Propagazione: gamica (sconsigliata) e agamica.
Gamica

  • Semina: predisporre dei semenzai in febbraio-marzo impiegando 2 g di semi per mq dai quali sarà possibile ottenere 600-700 piantine. Poiché i semi di lavanda sono caratterizzati da dormienza, è necessario sottoporli a trattamenti a basse temperature (2-3 °C per circa una settimana).
  • Trapianto: si effettua due mesi dopo, quando le piantine hanno raggiunto i 10 cm di altezza. Per un ettaro di terreno sono necessari 50-60 mq di semenzaio.

Agamica

  • Moltiplicazione vegetativa: si possono impiegare talee legnose ed erbacee, ma in generale si utilizzano maggiormente le seconde. Queste vanno prelevate da piante madri di 2-3 anni in autunno o all'inizio della primavera; devono essere lunghe 12-15 cm e vengono poste a radicare in vivaio.
  • Trapianto: viene eseguito in primavera con talee che hanno dimorato in vivaio per 1 anno e può essere meccanizzato, purchè non si tratti di terreni troppo pendenti. Sono sufficienti 80-90 mq di superficie per produrre il materiale per impiantare un ettaro di lavandeto.

Sesti d'impianto: file distanziate 150-200 cm a seconda delle esigenze di meccanizzazione e dello sviluppo atteso dalle piante.
Concimazione: somministrare 0,5-0,6 q/ha di azoto, fosforo e potassio all'impianto. Poi nelle primavere seguenti, con la fresatura ne verranno distribuiti 0,6-0,7 q/ha. Non bisogna eccedere con la concimazione azotata per evitare l'allettamento delle piantine.
Lotta alle infestanti: ripetute sarchiature.
Interventi agronomici secondari: nei primi 2-3 anni, per eliminare le infestanti e per facilitare la radicazione delle talee, è necessario praticare delle rincalzature. Se si vuole aumentare l'accestimento delle piante ed aumentare il numero dei fiori conviene cimare la pianta.
Irrigazione: il vivaio deve essere irrigato con piccole quantità di acqua evitando i ristagni idrici che possono danneggiare il radicamento delle talee.
Raccolta e resa
Raccolta: si esegue in piena fioritura (giugno-luglio) se il prodotto è destinato alla distillazione, limitando il più possibile il contenuto di foglie che compromettono l'aroma dell'essenza. Nel caso si ritardi con l'entrata in campo, il contenuto di essenza rimane comunque immutato. La raccolta è facilmente meccanizzabile attraverso l'impiego di falcia-legatrici o falcia-caricatrici che velocizzano notevolmente il lavoro. Poiché le rese nel primo anno di impianto sono piuttosto limitate, conviene procedere a partire dal secondo anno
Se si desidera raccogliere i fiori, conviene procedere all'inizio dell'antesi, avendo cura di entrare in campo in giornate di sole per evitare fenomeni di fermentazione. In ogni caso, è bene non asportare la parte legnosa delle piante.
Resa: 50-70 q/ha di infiorescenze. Il contenuto di essenza difficilmente supera l'1% sul peso secco.
Essiccazione e conservazione
Essiccazione: le infiorescenze si dispongono a mazzi appese all'ombra in locali ben areati. Quando il materiale è ben essiccato, viene battuto per far distaccare i fiori.
Conservazione: per piccole quantità, in vasi di vetro o ceramica, al riparo dalla luce; diversamente in contenitori di PVC.
Avversità
Funghi: i giovani germogli vengono attaccati da Septoria lavandulae Desm. e Phoma lavandulae Gab.; tra i parassiti responsabili dei marciumi radicali si ricordano invece Armillaria mellea (Wohl.) Quel., Macrophomina lavandulae Goid. e Rosellinia necatrix (R. Hart.) Berl.
Artropodi: le infiorescenze sono danneggiate dalle larve dei lepidotteri Zygaena lavandulae Fabr., Alucita tetradactyla L. e dal coleottero Arima marginata F.; Thomasiniana lavandulae S. (dittero) allo stadio larvale, è responsabile della necrosi dei fusti. Inoltre, il materiale stoccato in magazzino può essere attaccato dal lepidottero Ephestia elutella Hb.
Nematodi: l'apparato radicale può essere danneggiato da Heterodera marioni (Corme) Goodez.
Tecniche di estrazione
Distillazione in corrente di vapore per ottenere l'olio essenziale.

Storia e tradizioni
Il nome deriva da "lavare" in quanto la pianta veniva usata per profumare liscivie e bagni. Il fiore veniva usato come talismano vegetale capace di calmare i nervi e rimediare a nausee e svenimenti: la sua polvere, contenuta in un sacchettino rosso chiuso con un nastrino di uguale colore, si doveva portare sotto gli abiti, vicino al cuore. Per facilitare il sonno vengono confezionati cuscini alle erbe contenenti almeno il 30% di fiori di lavanda.
Usi
Le cime fiorite possono essere impiegate per la cottura del pollo arrosto, degli stufati, per aromatizzare gelati, gelatine e marmellate o semplicemente per insaporire le insalate.

  • Infuso per problemi di tosse, asma e laringite: mettere due manciate di sommità fiorite in un litro di acqua bollente e coprendo e colando dopo 10 minuti. E' necessario berne 3-4 tazzine al giorno.
  • Olio per il mal di testa, le congestioni e le vertigini: si mette a macerare per 3-4 settimane una manciata di sommità fiorite in mezzo litro di olio d'oliva; in seguito si cola e si spreme. Prenderne 5-6 gocce.
  • Lo stesso olio può anche essere impiegato, in frizioni, contro le nevralgie.
  • Acqua di lavanda per stimolare la digestione e la diuresi: 20 g di essenza di lavanda; 10 g di essenza di bergamotto; 2 g di essenza di fiori d'arancio; 900 g di alcool; 600 g di acqua di rose. Lasciar riposare per 20 ore agitando periodicamente. Successivamente distillare.
  • Sommità fiorite come balsamico nell'acqua del bagno.

Controindicazioni: è incompatibile con lo iodio e i sali di ferro.
Usi secondari: in mazzetti o in sacchetti di stoffa per profumare la biancheria e tenere lontani gli insetti. Inoltre è un'ottima pianta mellifera.