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ISSOPO

 
Hyssopus officinalis L.
Fam. Labiatae

Portamento: pianta suffrutice alta in media 50-80 cm, con fusti eretti, ramificati e legnosi alla base.
Foglie: sessili, uninervie, piccole (12-20 mm) e lanceolate, accompagnate spesso all'ascella da altre più piccole. La lamina fogliare è glabra o pubescente e con margine revoluto.
Fiori: infiorescenze unilaterali all'ascella delle foglie, riunite in spicastri apicali lunghi 5-8 cm. I fiori sono bianchi con sfumature viola, blu o rosate (7-9 mm). Hanno calice tubuloso con il labbro superiore bilobato e quello inferiore trilobato. Fiorisce da giugno a settembre.
Frutto: tetrachenio.
Semi: il "peso di 1000 semi" è 1,0-1,2 g.
Apparato radicale: la radice è fascicolata, robusta e fibrosa.
Areale e diffusione: è originaria di tutta l'Europa. Specie tipica della macchia mediterranea, in Italia si trova allo stato spontaneo nelle regioni centrali e meridionali. Viene coltivata soprattutto in Francia.
Esigenze ecologiche: si adatta facilmente a diversi tipi di terreno, preferendo comunque quelli asciutti, sassosi, calcarei e ben esposti. Si tratta di una specie rustica, resistente alla siccità ed ai rigori invernali.
Parti usate: foglie, porzioni erbacee del fusto e sommità fiorite.
Proprietà: aromatizzanti, digestive, carminative, balsamiche, diuretiche, diaforetiche, emmenagoghe.
Forme d'uso: olio essenziale, tintura, estratto (lavande, impacchi).
Impieghi: fitoterapia (espettoranti e balsamici); industria aromatiera (salse, condimenti, conserve) e liquoristica (digestivi).
Sostanze contenute: nell'olio essenziale sono presenti pinocanfone, pinene, limonene, cineolo, linaiolo e terpineolo. Altri principi attivi degni di rilievo sono: diossina, colina e diosmetolo. Le porzioni erbacee basali sono più ricche di essenza delle parti apicali.
Coltivazione
Durata: 5-8 anni.
Preparazione del terreno: lavorazione profonda, seguita da erpicatura.
Propagazione: gamica ed agamica.
Gamica

  • Semina: si esegue in semenzai in primavera; sono sufficienti 2 g di semente/mq.
  • Trapianto: si effettua dopo 1-2 mesi in relazione al grado di sviluppo della pianta. Solitamente sono necessari 100 mq di semenzaio per allestire un ettaro di coltura.

Agamica

  • Moltiplicazione vegetativa: tramite impiego di materiale ottenuto dalla divisione del cespo di piante madri e di talee semilegnose.
  • Trapianto: nel primo caso, viene eseguito in marzo-aprile, a fine estate nel secondo.

Sesti d'impianto: file distanti 50-60 cm; densità ottimale di 4-6 piante/ha.
Concimazione: non richiede interventi particolari. Sono sufficienti 0,7-0,9 q/ha di fosforo e potassio, da distribuire all'inizio del ciclo colturale; l'azoto viene invece somministrato, in ragione di 0,3-0,4 q/ha, prima della ripresa vegetativa.
Lotta alle infestanti: sarchiature in primavera.
Interventi agronomici secondari: fresature e zappature.
Irrigazione: intervenire dopo gli sfalci per facilitare il ricaccio anche se questo tipo di intervento spesso non è necessario perché la specie resiste bene a lunghi periodi di siccità.
Raccolta e resa
Raccolta: durante il primo anno di impianto si esegue una sola raccolta in piena fioritura (giugno-luglio). Dal secondo anno in poi si possono praticare due sfalci, di cui l'ultimo a ottobre. Quando si interviene col taglio delle piante, si deve evitare di intaccare la porzione legnosa.
Resa: 30-40 q/ha al primo anno. Dal secondo anno in poi, il prodotto complessivo dei due sfalci varia dagli 80 ai 100 q/ha. La resa in olio essenziale è dello 0,1-0,3% sul peso fresco e 0,9-1% sulla sostanza secca.
Essiccazione e conservazione
Essiccazione: deve essere rapida perché la pianta si riscalda molto facilmente. Le infiorescenze vengono appese in mazzi in locali ben areati ed al riparo dalla luce. Le foglie si separano dai fiori battendo il materiale semi-essiccato.
Conservazione: per piccole quantità, in vasi di vetro o ceramica; diversamente in contenitori di PVC.
Avversità
Funghi: la parte aerea viene colpita dall'oidio (Oidium erysiphoides Fr.) e dalla ruggine (Puccinia glechomae DC.).
Artropodi: foglie, infiorescenze e steli sono danneggiati dalle larve di alcuni coleotteri: Chrysomela menthastri Suffr. ed Arima marginata F.
Tecniche di estrazione
Olio essenziale ottenuto per distillazione in corrente di vapore.

Storia e tradizioni
In Persia l'acqua distillata ottenuta dalla pianta viene usata come cosmetico, in quanto ha fama di rendere lucente l'incarnato.
Il miele d'Issopo, intensamente profumato, è apprezzato per il suo sapore delicato.
Usi
Normalmente in cucina viene impiegato in quantità molto piccole perché dotato di aroma molto intenso. Viene utilizzato per la preparazione di frittate, condimenti, ripieni, selvaggina, paste. Inoltre viene utilizzato per preparare liquori, tè e sciroppi per bevande.

  • Infuso per problemi di cattiva digestione, dolori di stomaco, flatulenze, affezioni catarrali e raffreddori: versare una manciata di sommità fiorite finemente tritate in un litro d'acqua bollente. Lasciar riposare per 30 minuti e colare. Berne da 2 a 5 tazzine al giorno.
  • Lo stesso infuso applicato con impacchi è utile per storte, contusioni ed ecchimosi.
  • Sciroppo per bronchiti, asma e catarro: versare 2 manciate di sommità fiorite in 200 ml di acqua bollente. Lasciar riposare per 10 minuti. Preparare a parte sciroppo con 800 g zucchero in 300 ml di acqua. In seguito unire l'infuso allo sciroppo. Prenderne 30-50 g al giorno.

Controindicazioni: da evitare nei soggetti nervosi e nel caso in cui i disturbi siano in fase acuta