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GIUGGIOLO

 
Ziziphus jujuba Mill.
Fam. Rhamnaceae

Portamento: albero alto in media 4-5 m (al massimo fino ad 8 m), con tronco eretto e sinuoso; diffuse le forme arbustive. Ha chioma di forma globosa e rada con rametti di un anno verdi, gli altri grigi e spinosi. La corteccia, del tronco assume una colorazione grigio-brunastra. E' specie dotata di spiccata capacità pollonifera.
Foglie: decidue, alterne sul ramo, brevemente picciolate, semplici, ovali, con apice arrotondato e margine seghettato (lunghe 3-6 cm). Sono dotate di tre nervature subparallele.
Fiori: portati in fascetti globosi a 2-3 all'ascella delle foglie. Hanno corolla bianco-giallastra dotata di cinque petali. Fiorisce in modo scalare a partire dal mese di giugno.
Frutto: drupa ovoidale con picciolo breve e pericarpo liscio ed indurito, di color rossastro o marrone a maturità. Polpa farinosa, dolciastra e bianca con leggere sfumature verdi. La maturazione avviene da settembre ad ottobre.
Seme: nocciolo duro e appuntito da un lato (1-2 cm).
Apparato radicale: molto sviluppato e vigoroso.
Parti usate: frutti.
Areale e diffusione: è originario della Cina settentrionale, è attualmente diffuso allo stato spontaneo, in tutto il bacino del mediterraneo. Nella nostra penisola è presente naturalizzata soprattutto nelle regioni del meridione, mentre in Campania, Toscana, Umbria e Veneto compare nei frutteti familiari.
Esigenze ecologiche: piuttosto adattabile ai diversi tipi di terreno, rifugge solamente da quelli pesanti, a tessitura argillosa e quelli soggetti a frequenti ristagni idrici. E' una specie rustica e colonizzatrice d'ambienti aridi e soleggiati. Vegeta bene in climi caldo-temperati che presentino estati calde (con temperature anche superiori ai 40 °C) e secche, inverni miti e precipitazioni concentrate nei periodi autunnale ed invernale. Risulta essere molto più sensibile ai freddi autunnali rispetto a quelli invernali, nel qual caso riesce a sopportare temperature molto al di sotto dello zero.
Proprietà: i frutti hanno azione anticatarrale, pettorale e sedativa.
Impieghi: la produzione è destinata prevalentemente al consumo fresco. I frutti possono inoltre essere essiccati o impiegati nella preparazione di marmellate, dolci, pani, canditi, bevande e sciroppi.
Sostanze contenute: mucillagini, resina, acido citrico, magnesio e zuccheri.
Coltivazione
Durata: 15-20 anni (e oltre).
Preparazione del terreno: aratura profonda con interramento di letame maturo o residui vegetali.
Propagazione: gamica e agamica.
Gamica
Le piante da seme difficilmente producono frutti di buona qualità; ma possono essere impiegate come portainnesto.

  • Semina: la germinazione viene migliorata dalla rottura del nocciolo e dall'estrazione del seme o dei semi in esso contenuti. Questi devono essere stratificati in substrato umido e fresco (mai temperature < 0° C) per almeno 60 giorni. Germinano molto lentamente e le piantine impiegano circa due anni per raggiungere le dimensioni sufficienti a garantire una corretta esecuzione dell'innesto.

Agamica

  • Innesto: si praticano preferibilmente quello a gemma, a doppio spacco e a T. Gli individui innestati crescono rapidamente e sono in grado di produrre alcuni frutti già a partire dal primo anno.
  • Talea: il materiale deve essere prelevato in giugno dalla parte medio basale della pianta madre. Per facilitare l'emissione delle radici e garantire un buon attecchimento, si procede con un'inzaffardatura (1/3 acqua; 1/3 terreno; 1/3 letame fresco). Sia talee che polloni devono aver raggiunto un certo grado di sviluppo per essere messi a dimora. I polloni, in particolare vengono mantenuti in piantonaio fino a quando non raggiungono i 150 cm di altezza. Ad un anno dall'impianto, si predispone la forma d'allevamento a vaso impostando l'impalcatura a 70 cm dal terreno.

Sesti d'impianto: le distanze variano dai 5 ai 7 m; in alternativa può essere adottato il sesto d'impianto 2 x 2 x 4 m disponendo le piante su file binate.
Cure colturali: le lavorazioni si limitano a leggeri interventi di sarchiatura. In alternativa si può precedere con interventi di pacciamatura per limitare lo sviluppo di specie infestanti e la perdita di acqua.
Concimazione: non necessaria.
Irrigazione: si esegue molto raramente.
Potature:
gli interventi devono essere lievi e mirati. Si procede all' eliminazione dei rami superflui o che si sono sviluppati eccessivamente in senso laterale.
Raccolta e resa
Raccolta: viene eseguita manualmente e in modo scalare in settembre-ottobre.
Conservazione: il prodotto può essere tenuto per 30 giorni a 20 °C o, per oltre 2 mesi, in celle frigorifere a 10 °C. I frutti secchi si mantengono fino a 1 anno dalla raccolta. Temperature inferiori ai 2 °C li danneggiano.
Resa: negli impianti specializzati ciascuna pianta può produrre dai 30 ai 50 kg di giuggiole.
Avversità
Funghi: Botrytis cinerea Pers. e Gloesporium sp. sono responsabili rispettivamente del marciume dei frutti e della loro antracnosi.
Artropodi: Carponya vesuviana Costa e Carponya incompleta Becker sono due ditteri le cui larve vivono a spese della polpa.