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DRAGONCELLO

 
Artemisia dracunculus L.
Fam. Apiaceae

Portamento: pianta erbacea perenne, alta comunemente 70-80 cm, con fusti glabri, molto ramificati che tendono a lignificare alla base.
Foglie: glabre; quelle basali sono ripartite, mentre quelle caulinari sono lanceolate, intere o poco dentellate (50-60 mm x 5 mm).
Fiori: piccoli di color bianco-giallognolo spesso sterili. Sono riuniti in capolini globosi (2 mm), penduli, ricurvi e peduncolati. Le squame esterne sono verdi ed oblunghe, mentre quelle interne sono ovate e con lungo margine trasparente e scarioso. Fiorisce a partire da giugno.
Frutto: achenio di piccole dimensioni e di color bruno scuro.
Semi: il "peso di 1000 semi" è 0,22-0,25 g; in genere sono sterili.
Apparato radicale: rizoma dalla caratteristica forma di "serpe".
Areale e diffusione: la specie è originaria della Russia sud-orientale e dell'Asia meridionale. Nella nostra penisola non è presente allo stato spontaneo, ma viene invece coltivata nelle regioni settentrionali.
Esigenze ecologiche: vegeta bene dalla pianura alla collina; predilige terreni ben esposti, freschi, di medio impasto e ben drenati. Tollera poco i ristagni idrici, le gelate ed in generale i freddi prolungati.
Parti usate: foglie, sommità fiorite e giovani germogli.
Proprietà: aperitive, eupeptiche, stimolanti e carminative.
Forme d'uso: olio essenziale, infuso, tintura, decotto e droga nell'uso alimentare immediato.
Impieghi: industria liquoristica o come condimento di pietanze.
Sostanze contenute: l'essenza contiene principalmente estragolo (70-80%) ed in quantità decisamente minori elemicina, ocimene, nerolo, tuione, eugenolo.
Qualità del prodotto: l'elemicina è dannosa per l'uomo ed è abbondante all'inizio dell'estate, riducendosi notevolmente nel corso della stagione.
Coltivazione
Durata: 4-5 anni (in alcuni casi anche 7-8).
Preparazione del terreno: aratura profonda seguita da erpicatura.
Propagazione: gamica e agamica.
Gamica
· Semina: viene effettuata in primavera su file. Con questo tipo di propagazione frequentemente si hanno esiti negativi.
Agamica
· Moltiplicazione vegetativa: per divisione del cespo di piante madri (10-12 piante/cespo).
· Trapianto: eseguito in aprile-maggio o in autunno, predisponendo delle buche o dei solchi distanti 50 cm all'interno dei quali, vengono messi a dimora le piantine o i rizomi.
Sesti d'impianto: file poste a 50-80 cm l'una dall'altra con interfila di 30-40 cm. La densità finale dell'impianto deve aggirarsi sulle 20-25 piante/mq.
Concimazione: è una specie esigente soprattutto di potassio; quindi, se il terreno è povero di questo elemento, è necessario distribuirne, al momento dell'impianto, 1,2-1,5 q/ha. Contemporaneamente l'apporto di fosforo deve essere di 0,6-0,7 q/ha. Quello dell'azoto, che deve essere frazionato (0,4-0,5 q/ha), va eseguito a partire dal momento dell'impianto e poi negli anni seguenti, prima della ripresa vegetativa.
Lotta alle infestanti: sarchiature nei primi due anni di coltivazione, in seguito non sono più necessarie perché la coltura diviene sufficientemente densa da impedire l'ingresso di specie infestanti.
Interventi agronomici secondari: pacciamatura se gli inverni sono particolarmente rigidi. Nello stesso periodo si pratica una rincalzatura con sabbia o torba avendo cura di smuovere il materiale alla ripresa vegetativa per agevolare la ricrescita.
Irrigazione: intervenire con irrigazioni se la stagione è particolarmente asciutta.
Raccolta e resa
Raccolta: il primo anno si esegue un solo sfalcio entrando in campo a fine estate e tagliando le piantine a 10-15 cm da terra. Negli anni successivi, i fiori vengono raccolti all'inizio della fioritura (luglio), quando il contenuto di principi attivi è più elevato; le foglie invece, possono essere prelevate in due momenti, uno prima della fioritura (maggio-giugno) e l'altro a fine estate (settembre). La produzione di quest'ultimo sfalcio è molto spesso di bassa qualità per la presenza di un gran numero di foglie danneggiate da ruggini; per questo motivo viene quasi sempre destinata alla distillazione per la quale può essere utilizzata anche la pianta intera, raccolta prima della fioritura.
Resa: è di 30-40 q/ha di sostanza fresca al primo anno di impianto, mentre negli anni seguenti può anche triplicare; la resa in termini di sostanza secca è del 15-20%. Quella relativa all'olio essenziale del primo sfalcio è dell'1,5% circa, mentre quella del secondo taglio è decisamente inferiore assestandosi sullo 0,3%.
Essiccazione e conservazione
Essiccazione: deve essere effettuata il prima possibile per consentire la conservazione dell'aroma e della colorazione verde. Le foglie vengono disposte in strati sottili in luoghi ben areati e al riparo dalla luce, mentre le sommità fiorite vengono riunite in mazzetti. E' anche possibile ricorrere agli essiccatori in corrente d'aria calda.
Conservazione: per piccole quantità, in vasi di vetro o ceramica; diversamente in contenitori di PVC.
Avversità
Funghi: le parte aeree vengono attaccate dalle ruggini Puccinia dracunculina Fahr. e Albugo tragopogonis (Pers.) Gray, che colpiscono gli impianti in special modo quando le primavere si presentano molto piovose.
A danneggiare la coltura vi sono anche larve di alcuni lepidotteri che minano le foglie e nematodi che colpiscono l'apparato radicale.
Tecniche di estrazione
Distillazione in corrente di vapore per ottenere l'olio essenziale.
Storia e tradizioni
Le foglie fresche distillate forniscono un'essenza giallognola chiara, dall'aroma che ricorda il basilico, che comunica fragranza alla senape alla mostarda, alla maionese, ai cibi in scatola, ai vini... E' impiegata in enotecnica e profumeria per avere il tipo denominato "Cipro".
Usi
E' utilizzato in molte ricette per insalate, salse, frittate, pesce, arrosti, carni farcite ed aceti.

  • Aceto: macerare per un mese in un litro di aceto 50-100 g di foglie fresche.
  • Infuso per facilitare la digestione: 2 g di foglie in 100 ml di acqua. Berne 2-3 tazze.
  • Per far passare il singhiozzo masticare una foglia di dragoncello o sciogliere in bocca una zolletta di zucchero imbevuta di 1-2 gocce di essenza come indicano le antiche tradizioni popolari.
  • Tintura vinosa per favorire la digestione: macerare per 30 giorni 50 g di sommità fiorite in un litro di vino. Filtrare e berne un bicchiere prima dei pasti.
  • Tintura digestiva: macerare per 5 giorni 20 g di foglie in 100 ml di alcool a 60 gradi alcolici. Berne 20-30 gocce dopo i pasti.