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CORIANDOLO

 
Coriandrum sativum L.
Fam. Apiaceae

Portamento: pianta erbacea annuale, raramente biennale, alta 40-70 cm. Il fusto è cilindrico, glabro eretto e ramificato, il suo color verde brillante durante la fioritura può virare al rosso violetto.
Foglie: quelle basali sono pennatosette e dentate, mentre le superiori, che avvolgono il fusticino, sono alterne, bi-tripennatosette (10-20 cm) e divise in lacinie molto sottili.
Fiori: piccoli (2-4 mm) riuniti in infiorescenze ad ombrella composte da 3-9 raggi o peduncoli su ciascuno dei quali ci possono essere 4-12 fiori. La corolla è bianca ed ha 5 petali. Il calice è dotato di 5 denti ineguali, ovali-lanceolati. Fiorisce, in modo scalare, in giugno-luglio.
Frutto: diachenio globoso (3-4 mm), costituito da due cocchi molto duri, con tegumento marcato da 10 coste ben evidenti, di color giallo-bruno alla maturazione.
Semi: il "peso di 1000 semi" è 8-10 g.
Apparato radicale: la radice è fittonante.
Areale e diffusione: originario dell'area mediterranea orientale, viene coltivato in modo estensivo in Europa centrale, ma anche in Russia, Egitto, Asia Minore, Marocco, India e Stati Uniti.
Esigenze ecologiche: predilige i terreni di medio impasto, profondi, permeabili e ricchi di calcare (pH 6-7) anche se si adatta facilmente a diversi tipi di suoli purchè siano ben esposti e non soggetti a gelate tardive. Non tollera substrati argillosi e i ritorni di freddo che compromettono le allegagioni. Preferisce climi miti e la temperatura ottimale per la germinazione varia tra i 20 ed i 23 °C. Tollera il caldo e gli eventuali stress idrici, ma non vuole terreni umidi nel periodo estivo.
Parti usate: frutti maturi, meno frequentemente le foglie.
Proprietà: profumanti, aromatizzanti, digestive, carminative, antispasmodiche, antisettiche, vulnerarie e stomachiche.
Forme d'uso: olio essenziale (estratto solitamente dai frutti), tintura ed estratto.
Impieghi: profumeria; fitoterapia: medicina popolare; utilizzato per la preparazione di liquori o di birra, per la formulazione del curry e l'aromatizzazione di salumi.
Sostanze contenute: olio essenziale (60-70% di linaolo), flavonoidi (responsabili dell'attività antinfiammatoria), mucillagine, olio, acido clorogenico e caffeico, acido ascorbico, caroteni, vitamine del gruppo B, zuccheri e proteine.
Qualità del prodotto: il linalolo raggiunge il massimo della sua presenza in corrispondenza della "maturazione cerosa" dei frutti e poi tende a diminuire proporzionalmente al grado di disidratazione della pianta fino all'epoca della completa maturazione dei frutti.
Coltivazione
E' una coltura depauperante ed in rotazione non deve seguire né la barbabietola né altre ombrellifere e non deve tornare sullo stesso appezzamento prima che siano trascorsi 4-5 anni.
Durata: 4-5 mesi.
Preparazione del terreno: aratura estiva profonda (40 cm) accompagnata dall'interramento di letame maturo. Successivamente si effettua una erpicatura per ridurre la zollosità.
Propagazione: gamica.
· Semina: viene eseguita a file, a marzo, con una seminatrice meccanica, interrando i semi per almeno 15-25 mm e facendo seguire una rullatura perché aderiscano al terreno. La germinabilità dei semi è influenzata dalla loro età (<1 anno Þ 90%) e dalla durezza dei tegumenti che dovranno quindi essere preventivamente separati. La divisione dei due cocchi infatti non compromette in alcun modo la produzione né di foglie, né di frutti.
Sesti d'impianto: se si producono frutti la semina va fatta su file poste a 40-60 cm l'una dall'altra, raggiungendo densità di 15-20 piante per mq; distanze di 20-30 cm si adottano invece nella produzione di piante intere (per uso alimentare) mantenendo un'interfila di 10 cm. In tal modo la densità ottenuta si assesta su valori di 50 unità per mq.
Se si vuole produrre semente, non conviene adottare sesti d'impianto inferiori, perchè nè la resa in olio, nè quella in granella subisce degli incrementi, essendo il coriandolo una specie molto plastica e dotata di una grande capacità di svilupparsi anche nei piccoli spazi.
Nei cloni più nuovi è possibile effettuare la semina autunnale con densità più basse perchè le piante si sviluppano maggiormente.
Concimazione: è particolarmente esigente in fosforo che deve essere distribuito in quantità pari a 0,8-1 q/ha. L'azoto deve essere somministrato in due riprese (non superando mai gli 0,4-0,5 q/ha) una dopo la semina e l'altra dopo due mesi. In questo modo si evitano problemi di allettamento della coltura nel periodo della crescita dei frutti e di abbassamento della qualità del prodotto. Non sono necessari apporti di potassio a meno che il terreno non ne sia particolarmente povero.
Lotta alle infestanti: eseguire almeno un paio di sarchiature nell'interfila per ridurre l'azione competitiva esercitata dalle malerbe, in quanto la germinazione dei semi è piuttosto lenta. In Italia si interviene con scerbature, col pirodiserbo in pre-emergenza e si può effettuare la rotazione colturale.
Irrigazione: non necessita di interventi particolari di irrigazione. Terminato l'allungamento dello stelo, la specie sopporta bene la siccità. Si procede con un'irrigazione subito dopo la semina e al momento dello sviluppo dell'infiorescenza. Successivamente si interviene solo in caso di siccità prolungata in quanto una umidità eccessiva può ritardare la maturazione dei frutti o provocare una diminuzione del peso dei semi e della percentuale di linalolo presente nell'olio essenziale.
Raccolta e resa
Raccolta: il tempo balsamico, se interessa la distillazione, coincide con il periodo in cui i frutti raggiungono la "maturazione cerosa" che è scalare. E' consigliabile iniziare con lo sfalcio quando il 50% della coltura vira al giallo e le ombrelle tendono a chiudersi, per poi procedere con la trebbiatura a distanza di qualche giorno, quando tutte le piante sono completamente secche. I frutti sono fisiologicamente maturi quando non si avverte più il tipico odore della pianta fresca. Volendo ritardare la raccolta, aspettando il completo essiccamento della coltura, si procede con una mietitrebbia con barra da grano adattando la distanza tra gli organi lavoranti per evitare l'apertura del frutto. Si interviene possibilmente nelle prime ore della giornata per limitare le perdite di prodotto per l'apertura dei frutti. Per la produzione di foglie si sfalcia in epoca di pre-fioritura.
Resa: in media i frutti di buona qualità contengono olio essenziale in percentuali dell'1-2%, ma il contenuto varia in modo considerevole da una cultivar all'altra. I frutti più grossi vengono invece destinati alla molitura perché poveri di essenza.
La resa in granella oscilla in media tra 12 e 15 q/ha raddoppiando con la semina autunnale. La produttività del frutto è di circa 10 q/ha, quella in foglie secche di 15-20 q/ha, mentre quella delle piante intere fresche, se raccolte rispettivamente nella fase di pre-fioritura o di maturazione cerosa dei frutti, oscilla intorno ai 100-120 q/ha.
Essiccazione e conservazione
Essiccazione: i frutti sono in grado si sopportare alte temperature di essiccazione, anche se comunque non è consigliabile conservarli per lunghi periodi oltre i 40 °C. L'umidità, al termine del processo, deve aggirarsi attorno all' 8-9%.
Conservazione: il materiale, se mantenuto in ambiente fresco ed asciutto in sacchi di alluminio, può venire stoccato anche per più di 6 mesi. Conviene comunque non conservare per più di 2-3 anni il prodotto per non perdere troppa essenza. Le foglie mantengono buoni parametri qualitativi per una settimana al massimo se conservate a 4 °C.

Avversità
Funghi: l'apparato radicale viene danneggiato da Fusarium oxysporum Schl., e Curvularia pallescens Boed. che, favoriti da umidità elevate e da temperature superiori ai 25 °C, causano marciumi, necrosi e maculature. Abbastanza di frequente si verificano attacchi di oidio (Oidium erysiphoides Fr., Erysiphe polygoni DC.), Ramularia coriandri Moesz. et Smar., Cromyces graminis (Niessl.) Diet., Torula herbarum Lk., Sclerotinia sclerotiorum (Lib.) de By. e Protomyces macrosporus Ung). Aspergillus flavus Lk. interessa l'apparato aereo frutti compresi. Si tratta di un parassita molto pericoloso perché nei frutti colpiti (riconoscibili solo sotto raggi UV) sono contenute sostanze epato-cancerose (aflatossine).
Artropodi: le parti apicali sono attaccate da Scirtothrips dorsalis Hood (tisanotteri), Systole coriandri Gus. (imenotteri), Spodoptera litura F. (lepidotteri) e l'afide Hydaphis coriandri Das (omotteri).
Batteri: le parti apicali ed i frutti sono colpiti da Pseudomonas sp. che non risulta comunque particolarmente pericolosa.
Tecniche di estrazione
Distillazione in corrente di vapore per ottenere l'olio essenziale. In genere prima si macinano i semi per aumentare la resa e per velocizzare il processo di estrazione.
Storia e tradizioni
Il nome Coriandolo deriva dal greco "koris" = cimice, per l'odore fetido delle foglie e dei frutti acerbi. Viene aggiunto al pane per mantenerlo fresco più a lungo.
I semi maturi dolci e frizzanti, noti con il nome di tamaro, venivano usati per aromatizzare le carni da cucinare alla brace.
Scotti: "Rivestendoli di zuccaro se ne fanno confetti e mascherati con poca farina e molto gesso, danno il nome a quei villani projettili. con cui si combattono le incruente ma polverose battaglie gli ultimi di carnovale".
Usi
Il coriandolo viene anche chiamato "erba cimicina" per il caratteristico odore. Molto usato in cucina per insaporire gli insaccati, i ripieni, il pesce, i macinati, i risotti, le frittate, la selvaggina, i sottaceti e le verdure in salamoia. In pasticceria si utilizza per profumare i biscotti, i confetti ed il pan pepato.

  • Infuso per aiutare la digestione e calmare i dolori di stomaco: una manciata in un litro di acqua bollente, coprire e dopo 20 minuti colare. Bere vari bicchieri nell'arco della giornata, eventualmente con l'aggiunta anche di 2-3 pizzichi di foglie di menta.
  • Tintura per il mal di testa di origine nervosa, la debolezza di stomaco e la flatulenza: lasciare macerare per 5 giorni 20 g di semi in 100 ml di alcool a 60 gradi. Prenderne 5-10 gocce in acqua o con zucchero, meglio se dopo i pasti.
  • Tintura vinosa digestiva: lasciare macerare per 5 giorni 2 g di semi in 100 ml di vino. Berne un bicchiere dopo i pasti.
  • Essenza: 1 g per dose; all'inizio ha effetto stimolante, poi prostrante.
  • I semi polverizzati, impastati in acqua e applicati su piaghe, hanno effetto lenitivo.