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CAMOMILLA ROMANA

 

Anthemis nobilis L.
Fam. Compositae

Portamento: pianta erbacea, con fusti alti 15-50 cm, prostrati, ascendenti, ramosi e pubescenti; provvisti di radici avventizie nelle parti a contatto con il terreno.
Foglie: alterne e finemente bipennatosette a lacinie brevi, lineari e acuminate.
Fiori: le varietà coltivate hanno capolini solitari doppi (2-3 cm) bianchi e portati su lunghi peduncoli all'apice dei fusti e sono quasi sempre sterili. Quelle spontanee presentano infiorescenze fertili; il capolino è semplice e isolato all'apice del fusto ed è formato da fiori tubolari gialli al centro e ligulati bianchi in periferia. L'involucro è provvisto di brattee pubescenti. Fiorisce da luglio a settembre.
Frutto: piccolo achenio allungato di color verdognolo.
Semi: il "peso di 1000 semi" è 0,15-0,20 g.
Apparato radicale: la radice è fascicolata.
Areale e diffusione: è originaria dell'Europa occidentale e dell'Africa settentrionale. Nella nostra penisola si trova naturalizzata in alcune zone della fascia settentrionale.
Esigenze ecologiche: preferisce i terreni leggeri, freschi, permeabili ed irrigabili. Inoltre vegeta bene su substrati ben esposti, ricchi di fosforo e potassio, ma poveri di azoto e sostanza organica. Non tollera i suoli acidi ed i ristagni idrici.
Parti usate: i soli fiori in erboristeria; la pianta intera per l'estrazione dell'olio essenziale.
Proprietà: profumanti, aromatiche, amaricanti, antispasmodiche, antinevralgiche, emmenagoghe, cicatrizzanti, antinfiammatorie ed antipruriginose.
Forme d'uso: olio essenziale, tintura, estratto, acqua distillata.
Impieghi: profumeria (a piccole dosi in composizioni floreali); cosmetica: specie l'acqua distillata aromatica; fitoterapia (medicina popolare).
Sostanze contenute: la presenza di olio essenziale è circa dell'1,75%. Esso è costituito in massima parte da esteri degli acidi angelico e tiglico; tra gli altri componenti: pinene, cariofillene, camazulene, pinocarveolo, mirtenolo, borneolo, pinocarvone, pinocanfone, mirtenale e antemolo; germanocranolidi (sostanze amare), flavonoidi; fitosteroli.
Coltivazione
E' opportuno non far seguire due cicli di questa coltura sullo stesso terreno.
Durata: 2-3 anni.
Preparazione del terreno: aratura superficiale seguita da erpicatura prima della messa a dimora.
Propagazione: agamica.

  • Moltiplicazione vegetativa: i fiori sono sterili e perciò si utilizzano piantine ottenute dalla divisione del cespo di piante madri a fine coltura. In alternativa è possibile impiegare i germogli prodotti in autunno alla base ed in corrispondenza dei nodi dei rami più vecchi.
  • Trapianto: il materiale viene messo a dimora in primavera (aprile-maggio) in modo che si affranchi prima dell'inverno. La raccolta viene effettuata a partire dal secondo anno. Se l'impianto è eseguito in autunno, si potrà avere una certa produzione già nella primavera successiva. Da 1 mq di cespi di piante madri possono essere ottenute 250-300 nuove piantine.
    Concimazione: è più esigente in fosforo e potassio che in azoto. Nei primi due casi la distribuzione deve essere effettuata prima dell'impianto (0,8-1,2 q/ha); per l'azoto, invece, si interviene prima della ripresa vegetativa con quantità pari a 0,5-0,6 q/ha; concimazioni azotate troppo abbondanti riducono il numero di capolini.

Sesti d'impianto: le file devono distare 40-50 cm, garantendo una densità ottimale di 10-15 piante/mq.
Lotta alle infestanti: eseguire 2-3 sarchiature all'inizio della primavera.
Interventi agronomici secondari: sarchiature che, oltre a ridurre la competizione esercitata dalle malerbe, aumentano l'accestimento delle piantine creando un leggero strato pacciamante. Dopo l'ultimo raccolto e prima dell'arrivo dell'inverno, si deve intervenire con uno sfalcio rasoterra che preparerà l'impianto a trascorrere il periodo di quiescenza invernale.
Irrigazione: deve essere prevista nel periodo primaverile ed estivo, quando le precipitazioni scarseggiano senza bagnare i capolini perché anneriscono.
Raccolta e resa
Raccolta: deve essere eseguita quando il fiore è aperto (dal mese di giugno ai primi giorni di agosto): se si interviene troppo precocemente, i capolini essiccati diventano verdognoli; se si raccolgono troppo tardi, imbruniscono. I capolini vengono raccolti con le mani, eventualmente facendo uso di particolari pettini o meccanicamente. In questo caso, vengono anche asportate le parti apicali dei fusti. Si entra in campo in tarda mattinata fino al tramonto. Il materiale raccolto deve essere trasportato in sacchetti di tela. Per evitare che divengano bruni, devono essere essiccati il prima possibile.
Resa: in termini di prodotto fresco è di 35-50 q/ha che corrispondono a 6-10 q/ha di capolini secchi. L'olio essenziale viene estratto da tutta la pianta (resa 0,03% sul peso fresco), ma è presente in quantità maggiori nei capolini (1% sul secco).
Essiccazione e conservazione
Essiccazione: viene effettuata in strati sottili su telai in un luogo areato e all'ombra. Occorre rimuovere i fiori almeno un paio di volte al giorno per evitare che imbruniscano.
Stagionatura: dopo circa 7-8 giorni, completata l'essiccazione, il materiale viene messo a stagionare in cumuli alti 50 cm che vengono posti in locali ben asciutti per un mese durante il quale il prodotto dovrà essere continuamente girato.
Conservazione: per piccole quantità, in vasi di vetro o ceramica; diversamente in contenitori di PVC.
Avversità
Funghi: l'apparato epigeo viene danneggiato dalla ruggine bianca il cui agente causale è l'Albugo tragopogonis (Pers.) Gray; le radici vengono attaccate da Fusarium sp.
Artropodi: l'intera parte epigea può essere attaccata da Aphis fabae Scip., Eupteryx atropunctata Goeze e Gueriniella serratulae F. (omotteri). La mosca del crisantemo, Phytomyza atricornis Meig., danneggia i capolini.
Tecniche di estrazione
Distillazione in corrente di vapore per ottenere l'olio essenziale.
Usi
Ha proprietà molto simili a quelle della camomilla comune. In generale però, si utilizza in concentrazioni inferiori perché l'olio della camomilla romana è più aromatico.

  • Infuso contro le infiammazioni della pelle e delle mucose della bocca: 5 g in 100 ml di acqua. Fare sciacqui o applicare con impacchi sulla parte interessata, per 1 ora.
  • Sciroppo contro i problemi di irritabilità ed eccitazioni nervose: lasciare macerare per 6 giorni 200 g di capolini in mezzo litro di alcol a 60 gradi alcolici. Durante tale periodo, mescolare 1-2 volte a giorno con cucchiaio di legno. Filtrare il tutto e aggiungere 1 litro di sciroppo di zucchero di canna. Mescolare tutto e amalgamare bene. Poi lasciare riposare per 3-4 giorni. Prenderne 2 cucchiai.
  • Tintura vinosa per favorire la digestione: macerare per 5 giorni 80 g di capolini essiccati in 1 litro di vino bianco dolce. Filtrare e prendere dopo i pasti.
  • Olio per dolori reumatici e nevralgici: macerare per 10 giorni 5 g di capolini in 100 ml di olio d'oliva. Preparare impacchi da applicare per un'ora sulle parti interessate.

Controindicazioni: sconsigliato per chi soffre di diarrea e per donne in gravidanza