 | Matricaria chamomilla L. Fam. Compositae | Portamento: pianta erbacea annuale, alta 30-50 cm, con fusti ramificati, glabri eretti o ascendenti. Foglie: sessili, bipennatosette a lacinie lineari molto sottili. Fiori: infiorescenze a capolino, riunite in corimbi, portate da un lungo peduncolo. Al centro si trovano fiori gialli, tubolari, ermafroditi, mentre, in posizione distale vi sono fiori bianchi, ligulati, femminili (2 x 6 mm). L'involucro è emisferico e composto da brattee a margine scarioso; il ricettacolo è nudo, convesso e cavo. Fiorisce da maggio ad agosto. Frutto: achenio molto piccolo (1 mm), sub-cilindrico, leggermente incurvato e di color giallastro. Semi: il "peso di 1000 semi" è 0,08-0,10 g. Apparato radicale: la radice è fascicolata. Areale e diffusione: è una specie originaria di tutta l'area europea e dell'Asia occidentale e centrale. Nella nostra penisola si trova spontanea ovunque. Esigenze ecologiche: è essenzialmente ubiquitaria, spesso colonizza terreni incolti, sempre ad altitudini inferiori ai 300-400 m s.l.m. Vegeta bene su suoli asciutti e ricchi di scheletro; anche basici e salini, ma non tollera substrati acidi. Preferisce superfici ben esposte ed irrigabili all'occorrenza. Parti usate: fiori non completamente aperti. Proprietà: profumanti, aromatiche, amaricanti, antispasmodiche, antinevralgiche, lenitive, antiarrossamento, aperitive, digestive, toniche, stomachiche, emmenagoghe. Forme d'uso: olio essenziale, tintura, estratto, acqua distillata aromatica, decotto, droga tal quale nell'uso estemporaneo. Impieghi: profumeria, bevande salutari, liquoreria. Fitoterapia e fitocosmesi. Sostanze contenute: l'olio essenziale è contenuto in quantità variabili dallo 0,24-1,9% ed è composto principalmente da: camazulene, farnesene, bisabolene, bisabololo, farnesolo; cumarine (erniaria, umbelliferone); flavonoidi (apigenina). Coltivazione Durata: 3-7 anni, poichè i capolini non raccolti disseminano e contribuiscono alla perpetuazione della coltura. Preparazione del terreno: aratura superficiale e successiva erpicatura o fresatura. Propagazione: gamica. · Semina: viene realizzata preferibilmente a luglio o ad agosto, evitando quella primaverile perché una siccità estiva potrebbe compromettere il raccolto. E' preferibile seminare a file piuttosto che a spaglio in quanto le operazioni meccaniche di diserbo e raccolta sono più facili. Inoltre si riduce la quantità di semente utilizzata. I semi sono molto piccoli, per tale motivo, per evitare che si inneschino fenomeni di dormienza secondaria, si sconsiglia di interrarli; è molto utile eseguire delle rullature con rulli a superficie non liscia, per evitare che il vento disperda i semi così leggeri. Possono essere impiegati da 2 a 6 kg/ha di semente in relazione al grado di preparazione e dell'irrigabilità del terreno. Sesti d'impianto: file distanti 40-50 cm, densità di 7-8 piante/mq, con quella a spaglio densità di 20-25 piante/mq. Concimazione: generalmente questa specie non la richiede, soprattutto se il terreno è abbastanza fertile. Leggere somministrazioni a base di fosforo e azoto (0,3-0,5 q/ha) possono risultare utili. Il primo viene distribuito alla semina ed il secondo in primavera. Il potassio, invece, fa aumentare il numero e le dimensioni dei capolini, ma al tempo stesso riduce la quantità di olio essenziale presente. Lotta alle infestanti: sarchiature all'inizio del ciclo colturale. Se si semina a spaglio, sono sufficienti gli interventi all'inizio della coltivazione perché in seguito l'impianto raggiunge una densità tale da impedire l'ingresso di altre specie. Irrigazione: è conveniente effettuare irrigazioni specialmente nel periodo della germinazione. Raccolta e resa Raccolta: i capolini devono essere colti all'inizio della fioritura (maggio-giugno), in questo periodo infatti c'è un maggior contenuto in olio essenziale; inoltre in una fase più avanzata della fioritura, essi tendono a staccarsi e cadere. E' preferibile entrare in campo nelle prime ore della giornata. Si staccano manualmente. La raccolta meccanica prevede l'asportazione delle piante intere; attualmente si stanno però utilizzando delle macchine che operano solamente sulle sommità fiorite. Resa: la produzione, in termini di capolini secchi, è di circa 5-8 q/ha. Sul secco la quantità di olio essenziale è dell'1%. Essiccazione e conservazione Essiccazione: viene effettuata in essiccatoi con corrente di aria a 50-55 °C; il materiale può anche essere disteso in strati sottili in locali areati e all'ombra (per 2-3 giorni). Una volta essiccato il prodotto deve essere maneggiato con cura. Conservazione: per piccole quantità, in vasi di vetro o ceramica al riparo dalla luce; diversamente in contenitori di PVC. Avversità Funghi: la parte epigea viene attaccata dalla Peronospora leptosperma de By.; le foglie vengono colpite da alcune specie di Alternaria e le radici da Fusarium sp. Artropodi: le infiorescenze sono danneggiate dalle larve di Cucullia chamomillae Schiff. e Cucullia artemisiae Hufn. (lepidotteri) assieme ad un eterottero, Nysius minor Dall.; foglie e steli sono invece attaccati da alcuni omotteri, tra questi: Aphis fabae Scop., Brachycaudus helichrysi Kalt. e Brachycaudus cardui L. Il materiale conservato viene danneggiato dal coleottero Stegobium paniceum L. Tecniche di estrazione Distillazione in corrente di vapore per ottenere olio essenziale. Storia e tradizioni Il nome, che deriva dal greco, significa "mela nana" perchè l'odore dei fiori ricorda quello delle mele renette. I primi a cantarne le lodi furono gli Egizi i quali ebbero una tale considerazione per le virtù terapeutiche della pianta, in particolare le attribuivano qualità febbrifughe, da dedicarla al dio sole. In Grecia era considerata un prezioso rimedio adatto a curare un'infinità di malanni e disturbi. Nel Medioevo e nel 1500 era indicata come antinevralgico e tonico ideale per fare sparire la stanchezza fisica e l'indolenzimento in generale. In pediatria è la bevanda alternativa al latte e la prima medicina dei bambini Usi Viene impiegata per la preparazione di infusi che hanno effetto sedativo, ma anche antisettico e tonico, specie per la pelle del viso. - Infuso per dolori di stomaco, per problemi di aerofagia e per facilitare il vomito: due pizzichi di fiori in una tazzina di acqua bollente; lasciar riposare da 15 a 60 minuti e colare. Zuccherare a piacere e berne 2-3 tazze al giorno. Con l'aggiunta di miele per curare l'insonnia.
- Preso in 3-5 tazzine al giorno aiuta la digestione e calma il mal di testa; efficace contro gli stati ansiosi e i dolori mestruali.
- Decotto impiegato per lavare gli occhi arrossati, sciacqui per il mal di denti: 100 g di fiori bolliti per 10 minuti in un litro d'acqua.
- Olio di camomilla per diminuire gli eritemi solari: lasciar macerare una manciata di capolini in 100 g di olio di semi. Dopo due ore filtrare.
- Olio di camomilla per impacchi nelle zone colpite da dolori reumatici: lasciar macerare per due ore a bagnomaria 60 g di capolini ben sminuzzati in 100 g di olio di oliva. Agitare ogni tanto, poi filtrare. Conservare in contenitori ermetici di vetro scuro.
Usi secondari: il decotto può essere utilizzato per schiarire i capelli biondi. |