L'area euganea è tra le più rinomate d'Italia per quanto riguarda la presenza di  risorse termali, che costituiscono una importante attrazione turistica a livello internazionale. Il bacino idrominerario dei Colli Euganei include i comuni di: Abano Terme, Arquà Petrarca, Baone, Battaglia Terme, Due Carrare, Galzignano Terme, Monselice, Montegrotto Terme, Teolo e Torreglia, per un'estensione complessiva di circa 23 Km2. Oltre 130 stabilimenti e circa 220 piscine termali, con una capacità ricettiva di oltre 13.000 posti letto, fanno delle Terme Euganee una delle più importanti e apprezzate realtà a livello europeo.

Le proprietà delle acque termali euganee sono note fin dai tempi antichi, come testimonia il culto dei Veneti Antichi per il dio Aponus, al quale si attribuivano i benefici effetti curativi. Le testimonianze archeologiche ancora oggi visibili soprattutto presso Montegrotto Terme, mettono in luce come nell'epoca romana vennero realizzati importanti stabilimenti termali, ricordati anche nei preziosi scritti di autori come Tito Livio e Plinio il Vecchio. Nuovo impulso allo sfruttamento della risorsa termale venne dato dalla Serenissima e, in seguito, a partire dal XVIII sec., mentre, dal secolo successivo, iniziarono a fiorire importanti stabilimenti alberghieri.

 

L'ORIGINE DELLE ACQUE TERMALI
Contrariamente a quanto si possa pensare, è esclusa qualsiasi relazione tra le acque calde e il fenomeno vulcanico euganeo, troppo antico per rappresentare ancora una sorgente attiva di calore.
Analisi e studi approfonditi, già dalla metà degli anni '70 del secolo scorso, hanno stabilito che le  acque sono di natura meteorica (precipitazioni) e che raggiungono il suolo in un'area montana individuata a nord - nord ovest dei Colli Euganei, principalmente  nel territorio prealpino sedimentario delle Piccole Dolomiti (Monte Pasubio, gruppo del Carega). Qui iniziano il loro lento cammino di discesa entro sistemi di fratture delle permeabili rocce calcaree, raggiungendo profondità di circa 3.000 metri, fino ad incontrare un basamento cristallino impermeabile. Durante la discesa le acque acquistano temperatura, per effetto geotermico (riscaldamento naturale della crosta terrestre man mano che si scende verso il mantello), salinità e una leggera radioattività.

 



La risalita delle acque nell'area euganea

La presenza delle acque termo-minerali nella zona euganea viene attribuita all'ostacolo creato in profondità dalle masse laviche (solide e impermeabili) e ad una serie di fratture nelle stesse che favoriscono la rapida risalita delle acque, sospinte dalla pressione idraulica dell'intero bacino sotterraneo. Il tempo necessario alle acque per compiere il tragitto dalla zona di caduta al bacino euganeo è, secondo studi recenti, lunghissimo e molto superiore ai 25 anni previsti dai primi studi.

Quando ritornano in superficie nella zona dei Colli Euganei presentano una  temperatura media di 75°C, una certa  radioattività numerosi sali minerali provenienti dallo scioglimento delle rocce (cloro, sodio, potassio, magnesio, zolfo, bromo, iodio, silicio). Dal punto di vista della temperatura, le acque sono definite come "ipertermali" (T > 40 C°), con punte massime di circa 86 C°. Su base chimica esse sono di due tipologie: clorurato-sodiche e salso-bromo-iodiche.

L'acqua termale è fondamentale per la preparazione, in apposite vasche, del  fango vegeto-minerale ottenuto dalla spontanea mineralizzazione di particolari alghe microscopiche,  che è l'elemento curativo caratteristico del bacino termale.