I Colli Euganei costituiscono un ambiente piuttosto diversificato per tipo e numero di specie, in particolare se confrontato con la pianura circostante, pur essendosi verificato nel tempo un certo impoverimento.

Di seguito sono descritti in breve le classi di vertebrati e gli invertebrati più caratteristici dei Colli Euganei. Pe maggiori informazioni e notizie, consultare il Progetto Fauna.

 

 

Mammiferi

Volpe, donnola e faina sono presenti tra i carnivori, oltre al tasso; tra i piccoli mammiferi insettivori sono comuni il riccio, la talpa ed il toporagno; tra i roditori, il ghiro ed il moscardino. Importati dall'uomo e nel tempo divenuti infestanti sono il daino e, soprattutto, il cinghiale.

 

 

Uccelli

Oltre 120 specie segnalate tra quelle stanziali, migratrici e di passo. Nei mesi invernali i boschi ospitano la beccaccia, il tordo bottaccio, il tordo sassello e la cesena; mentre tra la bassa vegetazione si osservano lo scricciolo, il pettirosso, il regolo, il verdone e la cinciarella. In primavera arrivano l’upupa, il rigogolo ed il cucpoianaulo, l’averla piccola ed il codibugnolo. Fringuelli, cardellini e la bella ghiandaia sono presenti tutto l’anno. Nelle zone prative aperte è facile osservare la calandra, la cappellaccia ed in estate il curioso succiacapre, uccello crepuscolare che nidifica a terra, dal volo simile a quello di un piccolo falco. I rapaci diurni sono ben rappresentati dalla poiana; presenti pure il gheppio, lo sparviero e talvolta anche il lodolaio. Recentemente la presenza nidificante del falco pellegrino presso il sito, di proprietà della Regione Veneto e in gestione al Parco, a Rocca Pendice, ha confermato le potenzialità faunistiche e naturalistiche dei Colli Euganei, tanto da giustificare il loro inserimento tra le Zone di Protezione Speciale (ZPS) europee di Rete Natura 2000. Fra i rapaci notturni è possibile incontrare il gufo comune, la civetta, la civetta nana e il barbagianni e l’allocco. Molto comuni nelle aree pianeggianti lungo gli scoli d'acqua e in prossimità delle zone umide sono gli uccelli legati a questa tipologia di ambienti, tra i quali l'airone cinerino e l'airone bianco, la garzetta e la gallinella d'acqua.

 

 

Rettili

Si annoverano tra i sauri alcune specie di lucertole ed il ramarro presenti nelle zone calramarrode ed asciutte, mentre l’orbettino predilige i luoghi freschi ed umidi. I serpenti sono presenti con il biacco nella varietà nera (localmente detto “scarbonasso”); meno comune è il saettone o colubro di Esculapio. Diffusa è pure la natrice dal collare, assieme alla natrice tessellata. La vipera è segnalata, come presenza rara, e vive nelle zone più elevate e tranquille. Da ricordare la testuggine d'acqua dolce Emys orbicularis, specie però minacciata nel suo stesso habitat dall'esotica Trachemys scripta, la nota tartaruga allevata in cattività che spesso purtroppo viene rilasciata nelle zone umide dove prevale sulla specie locale. 

 

 

ululoneAnfibi

Le zone umide ospitano raganelle, rane, rospi, in particolare il rospo smeraldino; il raro ululone dal ventre giallo si può trovare anche nelle pozze d'acqua temporanee che si formano in seguito ai periodi di pioggia primaverili. In alcuni biotopi di acqua stagnante vivono il tritone alpestre e il tritone punteggiato; la salamandra pezzata è molto comune e diffusa nel sottobosco fresco, in prossimità di sorgenti e corsi d’acqua.

 

Pesci

All'interno del comprensorio euganeo, non sono molte le zone con acqua permanente tutto l'anno adatte ad ospitare l'ittiofauna. Intorno alle colline, lungo i canali e nei biotopi, vivono numerose specie di pesci d'acqua dolce, tipiche dei corsi d'acqua della pianura.

Invertebrati

La presenza di numerose specie di farfalle, soprattutto quelle diurne degli ambienti prativi dei vegri, è una delle particolarità più podaliriocaratteristiche e colorate della fauna euganea.  Tra gli insetti, da ricordare anche numerose specie di coleotteri, mentre tra gli altri invertebrati, alcuni dei quali endemici e importanti dal punto di vista scientifico, si ricordano il piccolo crostaceo terrestre Glomeris euganeorum e il gambero di fiume, grosso crostaceo che può raggiungere i 20 cm di lunghezza, un tempo attivamente ricercato dai valligiani come squisitezza culinaria ed ora localizzato solo nei corsi d’acqua più puliti dei Colli. Purtroppo, quest'ultima specie appartenente alla fauna locale tradizionale, è seriamente minacciata dalla presenza del gambero di fiume americano che, come molte altre specie non autoctone, tende a  divenire infestante.