IL CATAJO

Via Catajo, 1 - Battaglia Terme

Il Castello del Catajo e stato costruito dal marchese Pio Enea degli Obizzi intorno al 1570 - 1573. Il complesso monumentale è una via di mezzo tra un castello militare e una villa principesca. Pio Enea II (1592-1674) procede ad alcune modifiche: realizza un teatro, poi trasformato in chiesetta neogotica, al posto delle scuderie e costruisce la grotta con la Fontana dell'Elefante. Il grande artista G.B. Zelotti ha affrescato le pareti delle sale di rappresentanza con scene che rappresentano le gesta della famiglia e, nel 1768, Tommaso degli Obizzi decora il grande complesso con reperti archeologici e arredi lapidei. Il Catajo diventa poi di proprietà degli arciduchi d'Austria - Este e Duchi di Modena che lo utilizzano come sede di caccia e villeggiatura. Dopo essere diventato proprietà degli Asburgo e, alla fine della I guerra mondiale, dello Stato italiano, dal 1929 il Cataio appartiene alla famiglia Dalla Francesca. Il complesso monumentale è contornato da due splendidi giardini: il parco delle Delizie e, all'interno, il grande Cortile dei giganti, anticamente adibito a tornei.

Informazioni generali: sito ufficiale; sito dei musei del territorio padovano

 

 

VILLA EMO CORTUSO MALDURA ALLA RIVELLA

Via Rivella, 4 - Monselice loc. Rivella

Tra le più importanti dimore attribuite a Vincenzo Scamozzi, Villa Emo Capodilista, ora Maldura fu edificata nel tardo '500, lungo il canale Bisatto, all'uscita di Monselice verso Padova. L'architettura è in bello stile palladiano, soprattutto nel colonnato frontale e nel disegno geometrico del giardino antistante. Esso unisce a elementi tipicamente veneto-rinascimentali, quali la carpineta, il brolo e le peschiere, una straordinaria quantità e varietà di rose e fiori. La forma attuale dell’incantevole giardino all'italiana della Villa e' dovuta alla proprietaria, contessa Giuseppina Emo, che decise di inserire elementi tradizionali del giardino veneto rinascimentale come la carpineta, il brolo e le rose. Durante la risistemazione, furono recuperate le due lunghe peschiere che ora si allungano ai lati della villa, riportate all'antico splendore, bordate di ireos e calle e colme di ninfee. Due vasche segnano il confine del giardino antistante alla villa, mentre il retro è allietato da roseti, magnolie e carpini.

Informazioni generali:  sito ufficiale

 

VILLA SELVATICO SARTORI

Viale S. Elena - Battaglia Terme

Il complesso monumentale di Villa Selvatico, iniziato nel 1593 per volere di Bartolomeo Selvatico e ultimato nel 1650, rappresenta un esemplare stilistico unico che anticipa i canoni del barocco veneto, con originali fusioni architettoniche medievali e orientaleggianti. Nel Salone Nobile, riccamente decorato ed affrescato, si possono ammirare gli affreschi di Luca Ferrari da Reggio (1650) e, al centro, una tela ottagonale di Alessandro Varotari, detto il Padovanino, in cui sono celebrati i fasti della famiglia Selvatico. Dall'ampia terrazza una suggestiva scalinata conduce al maestoso parco ottocentesco e al caratteristico percorso d'acqua, entrambi progettati da Giuseppe Jappelli. Di notevole interesse i cinque laghetti termali da percorrere con piccole barche a remi sullo sfondo di maestosi alberi secolari.

 

 

 

GIARDINO STORICO DI VILLA BARBARIGO PIZZONI ARDEMANI

Via G. Barbarigo,15 - Galzignano Terme loc. Valsanzibio

La Valle di Sant'Eusebio, che prese il nome dal monastero sul Colle Orbieso, e le colline che la circondano furono di proprietà degli Scrovegni, poi dei Contarini e dalla fine del 1500 al 1700 dei Barbarigo. Il giardino storico di Villa Barbarigo fu realizzato nella seconda metà del Seicento dal nobile veneziano Antonio Barbarigo, fratello di S.Gregorio, ed è sicuramente uno dei giardini all'italiana più importanti in assoluto, sia per dimensioni (circa centocinquantamila metri quadri con più di ottocento alberi e centoventisei essenze), sia per l'aspetto architettonico. Lo spazio è simmetrico, scandito da due assi cardinali; dal Bagno di Diana, l'antico ingresso, si sviluppano quattro peschiere, sedici fontane, settanta statue e tre scherzi d'acqua. Famoso è il labirinto antico di bossi che si sviluppa per oltre1500 m lineari, oltre al prezioso patrimonio di statue di soggetto mitologico allegorico, giochi d’acqua, e decorazioni architettoniche. La sequenza di luoghi ed episodi di profonda simbologia rendono il giardino non solo un luogo ameno per il passatempo del signore e dei suoi ospiti, ma anche uno spazio di elevazione e contemplazione. Il merito della conservazione del giardino storico spetta ai Barbarigo ed ai loro successori (i nobili Michiel, i conti Martinengo, i conti Donà delle Rose); dal 1929 è di proprietà dei conti Pizzoni-Ardemani, attuali proprietari.

Informazioni utili: sito dei musei del territorio padovano; sito ufficiale

 

VILLA VESCOVI

Torreglia Loc. Luvigliano

La Villa dei Vescovi, risalente al XVI secolo ed opera di Falconetto e Andrea della Valle, è un edificio monumentale, a pianta quadrata movimentata da scenografiche scalinate; all'interno è affrescata da dipinti del XVI secolo di Lambert Sustris.
Attualmente è di proprietà del FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano - che dal luglio 2011 ha aperto la Villa al pubblico.

Informazioni utili: Villa Vescovi sito del FAI

 

 

VILLA ITALIA (CASTELLO DI LISPIDA)

Via IV Novembre, 4 – Monselice Loc. Lispida

Il Castello di Lispida sorge sui resti di un monasterodi Agostiniani fondato nel XII secolo. Nel 1150 Papa Eugenio III conferma all'ordine monastico di S. Agostino il possesso del colle e di una chiesa dedicata a S. Maria di Ispida. Nel 1792 viene interrotta la vita monastica di Lispida: i conti Corinaldi edificano la villa sui resti del monastero e iniziano una attività vitivinicola. Le cantine, scavate nella roccia del monte per un’estensione di circa 2000 mq, sono le più grandi cantine storiche del Veneto. Durante la I Guerra Mondiale viene ospitato anche il quartire generale del re Vittorio Emanuele III, da cui acquisì il nome di Villa Italia. Il complesso diviene proprietà degli Sgaravatti nel 1926: dopo qualche decennio di inattività, riprende la sua vocazione vitivinicola alla fine degli anni 50 con l'impianto di nuovi vigneti e con programmi di vinificazione legati a processi produttivi tradizionali. Lungo i sentieri del colle che costeggiano il bosco si giunge al Lago di Lispida, uno dei due bacini termali naturali del territorio euganeo. Il fango termale del lago rappresenta una risorsa unica e preziosa, che distingue le Terme Euganee dalle altre località di cura.

Informazioni utili: sito ufficiale

 

PARCO DI VILLA PAPAFAVA - FRASSENELLE

Il parco privato incluso nella tenuta di Frassenelle, proprietà dei Conti Papafava Antonini Carraresi dal XIII secolo, è stato disegnato nel 1860 e si estende per ben 120 ettari fra dolci colline e verdi prati comprendendo al suo interno anche il rinomato campo da golf di Frassanelle. Si tratta di una rarità nel panorama dei parchi del Veneto essendo compreso in un’area unitaria senza interruzioni o intrusioni di strade pubbliche.

La struttura di questo parco la si deve ad Alberto Papafava (1832-1929) pittore romantico di grande sensibilità per la natura che nel ridisegnare la proprietà di Frassanelle ha creato il suo paesaggio ideale dipingendo sul territorio anziché sulla tela. Egli bonificò parte della valle paludosa, posta a sud della villa, facendo scavare un lago di tre ettari disegnato con un perimetro molto articolato dall'aspetto del tutto naturale. Oggi questo lago fa parte del campo da golf. Il territorio del parco naturale che circonda Frassanelle regala percorsi naturalistici unici, itinerari di visita suggestivi che si snodano lungo i sentieri e i punti più caratteristici: la grotta, il boschetto di bambù, l'orrido ed il tempietto neoclassico. 

Informazioni utili: sito ufficiale

 

VILLA MANTUA BENAVIDES

Via Chiesa – Valle S. Giorgio (Baone) 

Villa Mantua Benavides venne edificata verso la fine del ‘500 dagli eredi del più illustre rappresentante dell’omonima famiglia spagnola, Marco Mantua Benavides (1489-1582). Nei secoli XVII e XVIII la signorile dimora diventa luogo di villeggiatura per il casato spagnolo e per gli ospiti. Nel 1762 la famiglia Mantua Benavides si estingue: la villa viene presa in affitto come casa canonica del vescovo Giustiniani, legando così le sorti dell’edificio a quelle della parrocchia. Agli inizi dell’Ottocento, dopo varie peripezie, la villa entra a far parte delle proprietà del comune. Importanti lavori di restauro del piano nobile, realizzati nel 1964, restituiscono a Villa Mantua Benavides quel lustro perduto con il tempo e l’incuria.

Informazioni utili: pagina della Villa sul sito Comune di Baone